“Non mi sono dopato, continuo ad allenarmi perché per vincere le Olimpiadi non c’è bisogno di doping. La provetta potrebbe essere stata manipolata”. Il corridore italiano Alex Schwazer è tornato a difendersi dalle accuse in una conferenza stampa a Vipiteno insieme al suo avvocato. L’8 luglio scorso l’atleta è stato sospeso dalla Federazione internazionale di atletica leggera dopo che anche le controanalisi richieste dal marciatore altoatesino hanno confermato la presenza di testosterone nelle sue urine. Il suo legale Gerhard Brandstaetter ha annunciato di aver presentato un esposto a Bolzano: “La Procura ha aperto un’indagine. Stanno fregando delle medaglie ad una Nazionale che non so se ne prenderà tantissime a Rio de Janeiro“. E ha poi aggiunto: “Abbiamo anche chiesto la prova del Dna, che permetterebbe di capire se il testosterone l’ha ingerito o è stata manipolata la provetta. La Iaaf al momento non lo concede, ma vogliamo fare la prova del Dna e congelare le urine per fare un passo in avanti”.

Schwazer: “Non mi sono dopato, sono nettamente il migliore” – Il marciatore davanti ai giornalisti ha difeso la sua posizione e ribadito che è intenzionato a non mollare: “Continuo ad allenarmi in questi giorni”, ha detto, “perché per vincere alle Olimpiadi non c’è bisogno di doping. Non ho bisogno della giornata di grazia, non mi sono dopato, la provetta potrebbe esser stata manipolata”. E ha poi aggiunto: “Siamo in attesa del termine della scadenza del termine per le Olimpiadi, voglio solo concludere che se tra un anno mi danno ragione non me e frega niente, io sono nettamente il migliore nella mia disciplina e mi allenò così da quattro anni”.

L’allenatore: “Volontà di spazzare via un atleta e il mio lavoro con lui”–  Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche l’allenatore Sandro Donati: “Questo ragazzo si è messo in gioco con un coraggio che voglio vedere quante persone hanno”, ha detto. “Io l’ho aiutato, conosco il mio mestiere e consentitemi un piccolo atto di superbia. Dopo tre mesi me ne sono accorto: Alex è un super asso e aggiungo che a La Coruna nella 20 chilometri di Coppa del Mondo abbiamo preferito arrivare secondi, perché le pressioni erano tali che avevo paura gli alzassero i cartellini rossi nel finale e lo squalificassero”. Donati nei giorni scorsi aveva anche detto di essere preoccupato per la propria vita “perché la mafia del doping vuole farmela pagare”. Per queste parole è stato convocato in commissione Antimafia: “Mi hanno chiamato e andrà a parlare il 14 luglio”, ha confermato.