Un mese e quattordici giorni. Rischia d’essere durata tanto la seconda vita sportiva di Alex Schwazer. Il marciatore altoatesino, trionfatore nella 50 chilometri in Coppa del mondo a Roma dopo la squalifica che lo ha tenuto lontano dalla strada in gare ufficiali per 3 anni e 8 mesi in seguito alla positività all’Epo, ha nuovamente fallito un test antidoping. Se la positività verrà confermata, la favola del figlio prodigo crollerebbe davanti ai risultati di un test a sorpresa della Iaaf risalente allo scorso Capodanno. Le analisi hanno evidenziato un valore di testosterone 11 volte superiore alla norma. Solo il secondo test però, quello effettuato quattro giorni dopo il rientro con vittoria del 31enne di Vipiteno. Perché la prima volta lo stesso campione aveva dato esito negativo. E tra quel prelievo e le controanalisi, Schwazer è risultato negativo ad altri 15 test, compresi quello relativo passaporto biologico e le analisi effettuate volontariamente presso l’ospedale San Giovanni di Roma.

“Stiamo raccogliendo dati”, si è limitata a dire la manager del marciatore. Il suo legale Gerhard Brandstätter, che ha annunciato una conferenza stampa per le 16, ha invece definito le accuse “false e mostruose“. “Ora è successo quello che Alex ha sempre temuto, ma noi ci difenderemo e faremo causa“, ha aggiunto.

Le nuove ombre sono però ingombranti e la riabilitazione del marciatore rischia di trasformarsi in un nuovo e definitivo incubo senza via d’uscita. La notizia, anticipata da La Gazzetta dello Sport, è rimbombata a tarda sera facendo venir giù come un castello di carte la redenzione di Schwazer, seguita passo dopo passo da Sandro Donati, guru dell’antidoping che aveva deciso di collaborare al suo rientro nel marzo 2015 garantendo sulla sua limpidezza. Quattordici mesi fianco a fianco, tra chilometri in strada e discorsi faccia a faccia, fino all’exploit alle Terme di Caracalla dello scorso 8 maggio. L’altoatesino, alla sua prima gara dopo la squalifica seguita alla positività resa nota il 6 agosto di quattro anni fa, aveva domato le stelle internazionali in 3 ore e 39 minuti, avvicinando il suo primato personale. Dietro di lui il paladino dell’antidoping Jared Tallent – che lo aveva criticato subito dopo la gara – e all’ucraino Glavan. La vittoria schiacciante era apparsa come una rinascita, la riaffermazione del suo talento in grado di portarlo a un bronzo mondiale ad appena 20 anni e all’oro olimpico di Pechino.

Davanti a quel valore abnorme di testosterone, un dettaglio anticipato nella notte da Sky Sport, Schwazer rischia ora d’essere spazzato via definitivamente. “Impossibile, è impossibile”, è il primo stringato commento che filtra dal suo entourage. E si pone anche un problema legato alla sua partecipazione ai Giochi di Rio, per i quali si è qualificato grazie alla vittoria di Roma, dove già una parte del mondo della marcia non lo aveva visto di buon occhio a causa della precedente squalifica. Yohann Diniz, primatista del mondo e campione europeo in carica, aveva twittato: “Il suo ritorno è una brutta notizia, è una persona cattiva”. Aggiungendo poi a L’Equipe: “Avrei scommesso in una sua vittoria a Roma, ha dei bei resti, è l’effetto Obelix”.

Un riferimento – cui è poi seguita una parziale marcia indietro – a un improbabile effetto dell’Epo a quattro anni di distanza. Ma davanti a quel tempo incredibile nonostante fosse la sua prima gara dal 2012 si stagliano ora nuove e inquietanti nuvole. E rimbombano le parole di Gianmarco Tamberi: “Vergogna d’Italia, squalificatelo a vita, la nostra forza è essere puliti! Noi non lo vogliamo in nazionale”. Una profezia amara. Anche se resta da chiarire come sia possibile che tutte le altre decine di test siano risultati negativi. E come, soprattutto, lo stesso campione possa presentare valori così diversi di testosterone. Al di là della possibile positività in sé, qualcuno dovrà spiegarlo.

LE REAZIONI DEL MONDO DELLO SPORT

Magnini: “Cerchiamo di capire” – Ed è proprio dalla cerimonia del Quirinale, che arrivano i primi commenti del mondo sullo sport sul caso Schwazer. Il presidente della Fidal Alfio Giomi ha commentato: “Al momento sono sconvolto, stiamo cercando di capire”. Filippo Magnini, che sarà portabandiera in vista dei Giochi di Rio ed è testimonial della campagna ‘I am doping free’, ha detto: “Se fosse vero un secondo caso così sarebbe molto grave. Questa è la legge numero uno nello sport: si vince si perde, ma è inutile vincere rubando“.

Pellegrini: “Chi usa Epo squalificato a vita” – Più dura la Pellegrini: “La notizia non macchia l’immagine della delegazione italiana, macchia solo lui – sottolinea sempre l’azzurra – Onestamente non sono né triste né arrabbiata, mi dispiace per lui. Prima di oggi la mia posizione su Schwazer non era polemica, anche se capisco che molti atleti si risentano molto ad avere in nazionale un ex dopato, però il fatto che lui abbia scontato la sua pena mi rendeva meno polemica. Adesso si cambia un po’ opinione”. “Io ne faccio un discorso di regole: lui ha seguito un protocollo, però per me sono le pene ad essere sbagliate. Si dovranno rivedere le sanzioni a seconda dei casi e delle sostanze. Una cosa è la negligenza, un’altra cosa è quando si usano Epo o anabolizzanti. In questi ultimi casi io sono per la radiazione a vita già al primo controllo positivo”.

Malagò: “Notizia brutta che rovina contesto” – “Il nostro mondo è variegato, complesso e numericamente importante. Siamo 11 milioni di tesserati, c’è la punta del movimento come l’amatore dilettante. Chiaro che quando ci sono atleti così importanti, su una recidiva, fa fragore” ha detto Giovanni Malagò. “Nell’arco di 365 giorni – ha spiegato il numero uno del Coni – siamo abituati ad avere momenti esaltanti e momenti in cui ci interroghiamo anche dei perché di certe notizie, che sono così brutte, che spiacciono per non dire rovinano tutto il contesto. Dico solo – ha concluso-, per un fatto di buonsenso, che oggi è la festa del tricolore, dell’Italia bella che deve andare a Rio e che ci rende orgogliosi. Per il resto, non voglio dare alcun tipo di giudizio perché nessuno sa veramente la situazione qual è. Aspettiamo qualche ora, ci aggiorniamo magari già domani. Oggi dedichiamo le attenzioni delle portabandiera e di tutto il mondo che rappresentano”.

Australiano Tallent ritwitta la notizia della positività – L’australiano Jared Tallent, oro nella marcia a Londra 2012, ha ritwittato la notizia della positività al doping di Alex Schwazer. I due si erano sfidati al recente mondiale di marcia a squadre a Roma e l’altoatesino aveva staccato nettamente l’australiano. Tallent a fine gara aveva rilasciato dichiarazioni al vetriolo su Schwazer parlando dell’Azzurro come di “uno che bara“.

Aggiornato da Redazione Web il 22 giugno alle 17.45