Gli Italiani (con lettera maiuscola per il grande rispetto che gli si deve) massacrati a Dacca non erano nove, erano dieci. Se si considera anche il bocciolo di vita teneramente custodito nel grembo di Simona Monti. Sarebbe partita lunedì per Fiumicino per assaporare la gioia della gravidanza in famiglia. Sono arrivate mamma e figlia chiuse nella stessa bara.

A Lei, a Loro, a tutte le vittime della violenza più cieca è dedicato Flexn, una danza di cruda ribellione, in anteprima nazionale a Napoli Teatro Festival. Strepitoooooosa. La prima scintilla di questa perfomance del linguaggio del corpo è stato un atroce fatto di cronaca: Eric Garner, un afro/americano, un ragazzone di 130 chili, aggredito da cinque poliziotti bianchi e strozzato da uno di loro,  il 17 luglio 2014. Eric era disarmato, la sua unica colpa era quella di vendere sigarette senza licenza. I ragazzi di un quartiere povero di Brooklyn di quelli senza futuro, che si chiamano brothers fra di loro, hanno allora trasformato un sit in di protesta in una dance in perché questa è una generazione che non rimane a guardare e a subire. Muscoli e tatuaggi, labbra livide e piercing, teste rasate e cespuglietti di rasta, sguardi incazzati neri, gli urban dancer fanno rivivere in scena il tragico momento di quando la bestia (qualsiasi epiteto è insufficiente per descriverlo) schiacciava la testa di Eric inerme sul marciapiede. Inutili i suoi gridi soffocati: I cannot breath, I cannot breath… 

Una danza potente che in un vortice di convulsioni emotive toglie il respiro anche a noi.

Si cambia scenario. E che scenario. Dal cortile della maestosa reggia di Caserta Sir Antonio Pappano con l’Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia (in sinergia con il Teatro San Carlo) lancia al cielo l’Inno alla Gioia (e alla libertà dei popoli). Anche queste note sublimi della IX di Beethoven sono dedicate a Loro, alle dieci Vittime di Dacca.

La scommessa è stata vinta dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, dal consulente alla cultura Sebastiano Maffettone, dal maestro Daniel Oren. Un’Estate da Re che dall’anno prossimo entrerà a pieno titolo in cartellone. Anche se è costato molto, oltre 2 milioni e mezzo di euro. E le casse della Regione non rientreranno di certo dai soldi dei biglietti venduti a prezzi popolari: da 5 a 20 euro per potere avvicinare tutti alla Grande Musica. La scommessa è stata vinta pure dalle organizzatrici Raffaella Leveque e Donatella Cagnazzo che hanno risposto con un secco no alla pioggia di richieste di biglietti omaggio piovuti da assessori di ogni risma del genere tengo famiglia.

Mia madre era commossa: “Sono felice di essere al mondo per ascoltare una simile meraviglia”. Sempre a loro, alle vittime della violenza jiidahista, il penalista Domenico Ciruzzi stasera dedicherà la proiezione di “Angeli”, suo cortometraggio multipremiato con il quale inaugura la Rassegna cinematografica di Castel Capuano, l’antico tribunale. A seguire il dimenticato (negli scantinati della Rai) capolavoro di Vittorio De Sica “Il Giudizio Universale”.

Ecco, adesso mi rivolgo ai voi musulmani moderati. Quanti ne siete sparsi per il pianeta, centinaia e centinaia di milioni. Come esprimete il vostro disappunto contro i fondamentalisti assassini. Vi prego, anche se non preghiamo lo stesso Dio, scendete in piazza, sfilate per le strade del mondo. Con il capo coperto non solo per esprimere un senso di pudore e di rispetto per la vostra religione ma il velo sarebbe un segno di lutto. Un doveroso atto di pietà e di cordoglio per tanto sangue innocente versato per mano dei vostri correligionari. Insomma fate sentire che non siete solo dei fantasmi indottrinati. Diventate come agnelli in mezzo ai lupi.

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