Sembra impossibile. Uno la guarda scatenarsi sul palco, le movenze irruente e atletiche, di chi si è comprata una palestra addirittura nel proprio palazzo per continuare a fare pilates senza dover uscire di casa, la faccia sempre ironica, lo sguardo iperattivo e curioso, uno la guarda e pensa, legittimamente, che abbia vent’anni. Chiaro, la voce è scesa, l’essere diventa madre da grande le ha in qualche modo fatto assumere, fortunatamente con moderazione, atteggiamenti più posati, ma pur sempre una ragazzina sembra, una perenne monella del rock, chitarre elettriche distorte in overdrive, ritmiche pulsanti e melodie degne della nostra migliore opera.

Invece oggi, stando alle biografie ufficiali, Gianna Nannini da Siena compie sessant’anni, un traguardo importante di quelli da celebrare con festeggiamenti ufficiali. Si parla di biografie ufficiali perché, a guardare in rete, sembra che in realtà sia già il terzo anno che la Gianna Nazionale, impertinente autrice di brani come Bello e impossibile o I maschi, festeggi il medesimo compleanno. E anche in questo sarebbe perfettamente a suo agio nel personaggio dell’iconoclasta scoperta da Mara Maionchi, quella che, passando per il teatro, decise di portare nella nostra musica leggera quel tocco di musica classica che aveva studiato da piccina, figlia di una nota famiglia di industriali toscani. Lei che dopo una partenza discografica non certo semplice, che fece appunto spaccare alla Mara un tavolo in vetro con un cazzotto, arrivò al successo grazie a un brano composto col maestro Paoluzzi, America, una canzone dedicata all’autoerotismo femminile, non esattamente un canto a Beatrice (o forse sì, vai a sapere), lei che nel corso di una carriera ultratrentennale ha collezionato talmente tante hit da rendere impossibile quanto inutile un elenco qui, da Meravigliosa creatura a Sei nell’anima, da Una estate italiana (meglio nota come Notti magiche, brano scritto con Bennato e Giorgio Moroder e interpretato in spilt con il cantautore partenopeo e scelto come inno dei mondiali di calcio ospitati in Italia) a Fotoromanza, brano che vide poi la Nannini immortalata in un video diretto nientemeno che dal maestro Michelangelo Antonioni, da Radio baccano, che la vide duettare con un ancora giovanissimo Jovanotti a In Italia, in cui fu lei a essere ospite di Fabri Fibra, in stato di grazia, passando per collaborazioni importanti come quelle con Pacifico a altre anomale, come quelle con la scrittrice Isabella Santacroce.

Gianna Nannini, una delle poche cantautrici di casa nostra, anzi, l’unica, ad avere una carriera anche fuori dai confini nazionali, soprattutto nei paesi del nord, Germania in testa. Sempre in prima linea quando si è trattato di rimboccarsi le mani per dare una mano, come Donne d’Onna, brano scritto proprio con la Santacroce e poi interpretato dalla stessa Nannini, da Laura Pausini, da Giorgia, da Elisa e Fiorella Mannonia, figlio di quel gigantesco evento benefico che risponde al nome di Amiche per l’Abruzzo.

Lei che percorrendo sempre una strada personale, fuori dagli schemi tradizionali del comune sentire italiano, donna votata al rock, dall’aspetto androgino, dal parlare non sempre canonico, madre senza un compagno superati i cinquant’anni, ha nel suo palmiere anche una vittoria al Festival della Canzone Italiana di Sanremo, con il brano Colpo di fulmine interpretato dal duo Lola Ponce e Giò Di Tonno, nel 2008, portato sul palco dell’Ariston anche per pubblicizzare un musical da lei interamente scritto e prodotto da David Zard, Pia dei Tolomei.

Oggi compie sessant’anni, o forse sessantadue, particolare, questo dell’età incerta, che la accomuna a tanti colleghi illustri, si pensi al compianto Prince, che a lungo ha giocato sull’anagrafe mascherando la sua età. Sia come sia, fossero anche settanta, Gianna Nannini resta l’eterna monella del rock melodico italiano, contraltare femminile di Vasco Rossi, e alla sua festa, si suppone, Happy Birthday sarà cantata nella versione punkeggiante dei Ramones, Happy Birthday, Gabba Gabba Hey.