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Il fotogramma di Gomorra della scena in cui si vede il figlio del boss Marino (da Fanpage.it)

Prima la figlia che cantava in un programma musicale della Rai con il caso sollevato da Roberto Saviano. Ora un altro figlio che fa la comparsa, per giunta in Gomorra, la serie tv di Sky tratta proprio dal libro dello scrittore anti-camorra. Il padre è Gaetano Marino, detto McKay, boss della camorra ucciso in un agguato nel 2012 a Terracina, mentre stava trascorrendo le vacanze con la famiglia. E così ora la presenza del bambino nella seconda stagione della tv satellitare rischia di provocare altre polemiche.

A far notare la presenza di Nicola Marino, 10 anni, nella serie tv è stato Fanpage.it. La scena in cui si vede Neko (così lo chiamano gli amici) dura pochi minuti, all’inizio della settima puntata della seconda stagione di Gomorra. O’Principe, uno dei personaggi, regala un camion pieno di giocattoli ai bambini dei palazzi che sorgono attorno alla piazza di spaccio a lui affidata ai danni del clan Savastano. Bambole e palloni da calcio, perlopiù. C’è un bambino che non ha preso nulla. Si allontana dal gruppo, O’Principe lo nota e lo avvicina: “Piccerì – gli dice – perché non ti pigli niente tu?”. “E pallune so fernute, le bambole non me piacciono”. Poco più di 3 minuti, in cui quel ragazzino diventa il protagonista della serie del momento. 

Il boss Gaetano "McKay" Marino
Il boss Gaetano “McKay” Marino

Un cortocircuito fra realtà e finzione. Non solo perché Nicola Marino è figlio di un boss. Ma anche perché suo zio, Gennaro Marino detto Genny, ora in carcere, è considerato il re delle piazze di droga nelle Case Celesti, a capo degli Scissionisti insieme a Raffaele Amato e protagonista, negli anni Duemila, della prima faida di Scampia per il controllo del narcotraffico contro lo storico cartello guidato da Paolo Di Lauro. La presenza di Neko in Gomorra, rischia ora di essere “ancora più imbarazzante della vicenda di Raidue – come sottolinea Fanpage – Nel frattempo Moncherino (il soprannome di Gaetano Marino) è stato ucciso e qui non si tratta di cantare una canzone”.

Era stato un post di Saviano, nel 2012, a denunciare la presenza in tv – in quel caso era Rai Due – di una sorella di Nicola, Mary. La bambina aveva partecipato un anno e mezzo prima a Canzoni e sfide, programma nel quale la conduttrice aveva coinvolto anche il papà camorrista in un breve scambio di battute. Saviano scrisse un post su facebook (il titolo era “Un camorrista in Rai”) e puntò il dito contro la Rai di Lorenza Lei e “il mondo degli appalti che riguardano lo spettacolo da sempre infiltrato”.