Copertina di Maurizio Crozza, che apre la nuova puntata di Dimartedì, menzionando le recenti e contestate frasi del ministro Boschi: “Per la Boschi i partigiani veri voteranno SI’, i partigiani che voteranno NO sono partigiani tarocchi, gente che forse in montagna ci andava solo per cercare i porcini o che il 25 aprile si raduna per festeggiare l’insalata di ovuli“. E aggiunge: “Ci mancava solo che la Boschi dicesse che anche i correntisti veri di Banca Etruria voteranno SI’. Questa frase della Boschi la dice lunga sul renzismo: chi non la pensa come il governo o è un gufo o è come Casapound o è un partigiano falso. In ogni caso, sempre meglio partigiano falso che verdiniano vero. La Boschi ha anche detto che, se il referendum fallisce, se ne va insieme a Renzi. Renzi e lei vanno via in un solo colpo?” – continua – “Messa così, la cosa ingolosisce. Domenica Renzi ha detto che, se vincerà il NO al referendum, sarà il paradiso degli inciuci. Scusate, ma è lo stesso Renzi che sta governando coi voti di Alfano, Verdini e Cicchitto? Io sono confuso. Più che il Senato qui abbiamo già abolito il sensato. Certo è che questa riforma, così come l’ha pensata Renzi, è il sogno più erotico che Berlusconi abbia mai fatto in vita sua”. Il comico poi imita Bersani: “Porco boia, ragazzi. Tu pensa che destino i partigiani: son fuggiti dalle mitragliate nei boschi nel ’44 per beccarsi le minchiate della Boschi nel 2016. Siam mica qui a misurare la Resistenza con l’amperometro, eh“. Crozza cita la proposta di Giorgia Meloni, che vuole intitolare una via ad Almirante: “C’è Pertini in Paradiso che dal nervoso in questi giorni dentro la pipa ci sta mettendo l’hashish. Non saprò distinguere un partigiano vero da uno finto, ma Almirante come fascista vero invece lo riconosco. La Meloni è stata anche cazziata da Storace. E’ come Lady Gaga che critica Cristina D’Avena per il look aggressivo”. Il comico, infine, ironizza sull’impasse accaduto in un incontro con Virginia Raggi del M5S e rende omaggio a Marco Pannella: “Se n’è andato un grande liberale. Ciao Marco. Alla fine, sei riuscito a passare nella ‘maggioranza’”