Attenti a quei due. Perché insieme Russell Crowe & Ryan Gosling spaccano. Il loro Nice Guys, presentato oggi fuori concorso, è il film di giornata su un’assolata Croisette. Il genere è il buddy movie in salsa hardboiled e il registro è quello di una commedia assai divertente. Diretto da Shane Black – già a Cannes nel 2005 con Kiss Kiss, Bang Bang – mette in scena una “strana coppia” di detective privati nella Los Angeles del 1977.

Se Crowe è il duro e macho che lavora con metodi poco ortodossi, Gosling è l’essenza dell’uomo maldestro, padre impacciato di una ragazzina di gran lunga più sveglia di lui. Chiaramente Crowe non perde occasione per prenderlo in giro, sortendo scene ad alto tasso di comicità. Il caso da indagare (inizialmente) è la scomparsa di una porno star a cui seguono una serie di colpi di scena con gag al vetriolo non lontane dallo humor alla Blake Edwards.

I due attori si sono divertiti talmente a girare questo film che non riescono a togliersi le maschere anche alla conferenza stampa, continuando a palleggiarsi battute e sguardi buffi come già avevano anticipato in diretta planetaria per la Notte degli Oscar. Di fatto, Crowe & Gosling mostrano nel film una chimica perfetta che non si stenta a credere funzioni anche off screen. I due nice guys “in 20 minuti si erano già capiti” spiega Black, ma non si sono affatto preparati, anzi. “Nessuna preparazione, nessuna ricerca, solo l’ascolto della musica degli anni ‘70” aggiunge Russell Crowe descrivendo come sia giunto al personaggio di Nice Guys. “Quando ho conosciuto Ryan ho colto subito il suo senso dell’umorismo interno e ho capito che con me poteva funzionare”.

Qualcuno li paragona a Bud Spencer & Terence Hill e la reazione dei due attori è “ne siamo lusingati”. Ryan Gosling, solito a ruoli da eroe, da cinico o da instabile mentale, ha messo in evidenza in quest’occasione un’inedita vis comica che potrà forse dare una svolta alla sua carriera. “Io mi sono esclusivamente basato sull’ottima sceneggiatura e fidato dei consigli di Shane” ha spiegato l’attore canadese aggiungendo che “insieme a un gigante come Russell è comunque difficile sbagliare”. Da parte sua l’ex Gladiatore ammette sarcastico di non avere “la più pallida di come funzioni il metodo Stanislavsky. Io uso solo il metodo Russell Crowe, da quando ho 16 anni”. Nice Guys uscirà il 1° giugno in Italia per Lucky Red.

Giunto al suo quinto giorno di programmazione, e mentre star & starlette addobbate di lustrini e pailettes animano la Monté de Marches, il Festival di Cannes entra nel vivo del concorso internazionale, ovvero il nucleo squisitamente cinematografico del suo esistere. Otto i titoli finora passati dei 21 in corsa verso la Palma d’oro. Caratterizzati da una durata media piuttosto lunga (oltre le due ore…) i concorrenti già vagliati da critica e pubblico hanno mostrato un importante campione della profonda diversificazione voluta dal direttore Fremaux. Dall’imponente dramma famigliare/domestico Sieranevada del rumeno Cristi Puiu al grottesco spinto Ma Loute del francese Bruno Dumont, dalla dura tragedia sociale I, Daniel Blake del britannico Loach al surrealismo di Rester vertical del francese Alain Guiraudie, dal menage à troi coreano Agassi di Park Chan-Wook al curioso (e acclamato) dramedy su padre e figlia Toni Erdmann della tedesca Maren Ade, dal melò letterario Mal de pierres della francese Nicole Garcia al giovanilistico road movie American Honey della britannica Andrea Arnold. Linguaggi, storie e sensibilità differenti tra le quali a distinguersi per qualità sono soprattutto il film del talentuoso Puiu, dei due affermati inglesi e della giovane regista di Karlsruhe. Ma la corsa alla Palma è ancora lunga come tanti i nomi (e le sorprese) che ci attendono.