Dodici milioni di euro in più alle scuole che accolgono studenti disabili. A quelle paritarie, però. Il provvedimento non è ancora legge, è previsto da un emendamento presentato al Senato al ddl scuola. Ma a firmarlo è nientemeno che il ministro Stefania Giannini in persona, a dimostrazione dell’imprimatur governativo allo stanziamento, che quindi salvo sorprese verrà presto approvato. In questo caso ad essere privilegiato è il settore privato, dove studiano circa 12mila studenti con disabilità, meno del 5% del totale del Paese, visto che nella rete pubblica ce ne sono più di 234mila. Circostanza che ha subito scatenato le critiche dell’opposizione, in particolare del Movimento 5 Stelle, che parla di “discriminazione inaccettabile”. Anche se da viale Trastevere il sottosegretario Gabriele Toccafondi sottolinea che anche le paritarie “fanno parte del sistema pubblico, secondo la Legge Berlinguer”, e che per le statali il Ministero spende quasi nove miliardi di euro ogni anno.

L’emendamento della discordia è stato presentato in Commissione al Senato per modificare il ddl di conversione dell’ultimo decreto legge sulla scuola (lo stesso che ha prorogato alla fine del 2016 il progetto “Scuole belle”, destinando altri 60 milioni di euro agli ex lavoratori socialmente utili. Il provvedimento prevede lo stanziamento per il 2016/2017 in favore degli istituti paritari che accolgono alunni disabili. In totale, nella rete delle non statali ce ne sono circa 12mila in tutto il Paese: si tratta quindi di un contributo di mille euro a studente, per il momento. Se il numero degli iscritti disabili dovesse aumentare, a viale Trastevere non escludono di alzare il fondo. Ma per il momento è bastato questo a attirare le critiche di chi pensa che i finanziamenti statali debbano essere destinati esclusivamente alla scuola pubblica. E a far storcere il naso è anche l’origine di questi soldi: i 12,2 milioni di euro vengono stornati dal fondo per il miglioramento della didattica creato dalla riforma della scuola (ma si tratta dei risparmi del piano straordinario di assunzioni, precisa il Miur). “Il governo stanzia fondi per le paritarie, dimenticando l’emergenza nel pubblico, dove mancano insegnanti di sostegno e i ragazzi disabili spesso vengono parcheggiati nelle aule abbandonati a loro stessi”, affermano i parlamentari M5s delle Commissioni Cultura. “In questo modo si crea una discriminazione inaccettabile, non vorremmo che il sostegno fosse un pretesto per foraggiare ancora una volta le scuole private, che hanno già ricevuto 500 milioni di euro”.

Il finanziamento agli istituti non statali è una questione annosa che fa discutere da sempre, specie in concomitanza del varo della Legge di stabilità, dove ogni anno il governo destina centinaia di milioni al settore paritario (497 milioni anche nel 2016, dopo aver toccato il record di 531 milioni nel 2010 sotto il governo Berlusconi). Qui si parla di importi ridotti (12 milioni), mirati al sostegno. Ma dal Ministero rispediscono le critiche al mittente: “Non si può paragonare questa misura ai soldi che ogni anno lo Stato spende per il sostegno nella scuola pubblica, 6 miliardi di euro per gli stipendi dei docenti di sostegno e 2,5 miliardi per progetti vari”. “Ricordiamo che dalla riforma Berlinguer del 2000 la scuola è tutta pubblica e secondo la legge si divide in statale e non statale: ignorare la seconda sarebbe una discriminazione”, prosegue il sottosegretario all’Istruzione in quota Ncd, Gabriele Toccafondi. “Nell’ultimo decennio gli alunni con disabilità nelle paritarie sono aumentati del 60%, a fronte di un generale calo delle iscrizioni. Ci sono famiglie che scelgono di inserire in un contesto più protetto i propri figli disabili, il governo deve sostenere anche loro”. Probabilmente alla base delle polemiche non ci sono tanto i 12 milioni dell’emendamento, quanto le risorse che ancora mancano per le statali: dei 120mila insegnanti di sostegno censiti nel 2015 e necessari al sistema, quasi il 40% è precario, con conseguente “supplentite” che si ripercuote sulla stabilità e l’apprendimento dei ragazzi disabili. Un problema che non verrà risolto neanche col nuovo concorso, in cui sono una piccola quota delle assunzioni è riservata al sostegno.

Twitter: @lVendemiale