Gira una foto strepitosa su Facebook, oggi. C’è Thom Yorke, leader dei Radiohead, con le mani nei capelli e la faccia di uno che ha fatto qualcosa di estremamente sbagliato. La scritta posta a didascalia recita, !Jonny, è come se avessi premuto il tasto ‘Cancella’”. Non sappiamo se le cose sono andate esattamente così. Nei fatti da ieri, primo maggio 2016, i Radiohead hanno cancellato tutti i loro contenuti da Facebook, da Twitter e dagli altri social. Ci sono ancora le pagine, con i milioni di fan e follower. Ma non ci sono contenuti. Zero.

Questa cosa, il fatto che di colpo non ci siano più contenuti nei social dei Radiohead, non esattamente un gruppo irrilevante o di passaggio, è diventata immediatamente una notizia. Forse la Notizia. Perché non esserci, in un momento in cui tutti gli artisti si sentono in diritto o addirittura in dovere di dire la loro su tutto, nannimorettianamente parlando, è un ottimo modo per alzare la voce. “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente”, ricordate?

In molti, visto che quelle pagine bianche stridono manco ci avessero disegnato su un pisello con lo spray, hanno pensato che si tratti di una studiata mossa di marketing, non volendo nessuno pensare che davvero Thom abbia cancellato tutto per sbaglio. Del resto da tempo sta girando la notizia, confermata, di un imminente ritorno sulle scene della band di Oxford. Un nuovo album, con conseguente tour mondiale (lontano, come ormai sempre più spesso, dall’Italia). Ora, si tratta di capire che mossa di marketing sia il levarsi dai social. Il fatto che si stia qui a parlarne, evidentemente, dimostra che è una mossa azzeccata.

I Radiohead stanno per tornare e per annunciare il tutto scelgono la via del silenzio. Niente singoli buttati in rete, tipo street single o leak, come ormai da tempo usa, ma un bel repulisti di tutto quel che si è scritto e detto fin qui. Reset totale e si riparte. Gesto estremo, forse, se non si è fatto un backup (e sui social, a quanto ne sappiamo, una volta che hai cancellato un post lo hai cancellato, bye bye), ma sicuramente molto incisivo. A questo punto si potrebbe azzardare che il primo video sarà, alla Derek Jarman, completamente bianco, senza immagini (Jarman aveva optato per il blu, a suo tempo).

Del resto, diciamocelo, i Radiohead fanno da sempre un campionato a sé rispetto a tutte le altre band. Usano la rete in maniera coerente, sperimentando. Hanno sostanzialmente regalato In rainbows, chiedendo un’offerta libera, andando quindi a scoprire che la rete gradisce i regali, un po’ meno la richiesta di un obolo (Amanda Palmer e Kickstarter, in seguito, avrebbero dimostrato il contrario, ma le sperimentazioni servono appunto a indicare la strada a se stessi e agli altri). Poi Thom Yorke, ben più recentemente, ha optato per Torrent, l’azienda che più di ogni altra ha fatto a vantaggio della pirateria online, per vendere il suo album solista, bypassando la filiera discografia-distribuzione in una sola mossa. Altra scelta sperimentale, non sposata appieno dal pubblico. Ora questa mossa situazionista, di punto il bianco un black out di comunicazione. Black out che si è palesato con schermate bianche, immagini di profilo cancellate, tweet e post cancellati. Tutto bianco. E noi qui a discuterne. A pensare a qualche potrebbe essere la prossima mossa. Intanto parliamo di loro e lo facciamo perché non sono come tutti noi sui social. Magari anche solo per farci riflettere su come, in fondo, dei social siamo tutti ostaggi, più che attori. Un plauso a Thom, Jonny e soci, allora. Un plauso ai Radiohead. E aspettiamo davvero di vedere la prossima mossa, visto mai che in realtà il cantante della band non si sia davvero sbagliato e ora stiano lì, disperati, cercando di salvare il salvabile…