Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che ha guardato la maratona di Mentana con Nardella e ha reagito al mancato quorum picchiando Carbone con un badile. Altre considerazioni.

1. Ventidue vittorie (e un pareggio) su 23 incontri, nove punti sulla seconda, strapotere fisico e tecnico-tattico. La Juve non vince, ma giganteggia. Quinto titolo consecutivo arcimeritato. Eppure qualcuno blatera ancora di arbitri: siamo alle comiche. (Auguri a Marchisio).

2. Il Napoli è Higuain-dipendente, ma non solo: è stanco, ha la panchina corta e dopo il gol di Zaza è tornato umano. Il gol di Icardi era in fuorigioco, ma è un errore che ci sta. E parlare costantemente di complotti fa solo del male alla squadra. In questo senso, l’atteggiamento dell’oxfordiano De Laurentiis è francamente ridicolo. Che Gue Sarri sta facendo una stagione monstre e il secondo posto sarebbe impresa vera: se la goda.

3. Sabato sera mi ha chiamato Paolo Rossi (il comico). Aveva perso la tessera elettorale e non sapeva come fare. Mentre parlavamo, la sua Inter ha segnato con Icardi. Mi ha detto di chiamarlo sempre, perché porto fortuna ai nerazzurri. Lo farò, quindi lo scudetto è certo. E anche la Champions League. E poi pallone d’oro a Eder: agile, in scioltezza.

4. La stagione dell’Inter è davvero strana: orrendamente prima quando praticava il calcio più brutto del pianeta, anonima quarta quando gioca decentemente (ed è tornato in rosa Culovic). Peraltro, con una Roma in pieno masochismo, il terzo posto non è un miraggio.

5. Già, la Roma. C’è una inclinazione atavica all’implosione, nella sua storia. Dopo il filotto sontuoso di vittorie consecutive, ha frenato proprio quando poteva addentare il Napoli. Pareggio col Bologna, pareggio con l’Atalanta. E Dzeko mi ricorda il monolite di 2001, però più statico. Pare poi che la società non abbia partecipato alle manifestazioni per Regeni per non urtare la suscettibilità di Salah: qualora fosse vero, la cosa metterebbe non poca tristezza.

6. Ho sempre difeso Spalletti su Totti, ma ieri ho visto nel suo atteggiamento una propensione sadica e “personalistica” che mi ha infastidito. Come ha scritto Gianni Mura, Totti va centellinato: non maltrattato. Sembra che Spalletti ne soffra la fama, un po’ come Lippi e Ulivieri (e mille altri) con Robi Baggio. Così facendo si rischia non solo di fallire un secondo posto a portata di mano, ma di ritrovarsi quarti: sarebbe un fallimento totale.

7. Che è successo al Barcellona? Fino a tre settimane fa era una squadra imbattibile e meravigliosa, poi di colpo si è spenta. Non ricordo un blackout calcistico così repentino e fragoroso. Luis Enrique rischia di vivere un Golgota calcistico senza precedenti.

8. Il Leicester di Ranieri raccatta un punticino in pieno recupero, che è poca cosa (giocava in casa col West Ham) ma può servire assai a 4 dal termine. Stasera, nel Monday Night, gli Spurs possono andare a -5. L’arbitro ha regalato il rigore al Leicester, ma poco prima aveva provocato disastri: espulsione scellerata di Vardy, rigore generoso per il West Ham, rigore negato al Leicester. Eppure, a fine gara, Ranieri ha detto: “Non parlo dell’arbitro”. Idolo. Consiglio quella conferenza stampa ai tanti complottisti nostrani.

9. Assai comico l’entusiasmo con cui è stata salutata la “rinascita” del Milan targato 3 B (Bacca, Balotelli, Brocchi). Il Milan non è certo guarito e nel primo tempo c’era pure un gol buono annullato alla Samp. Straziante l’abulia del costosissimo Bertolacci, e se una minima abnegazione tattica di Balotelli giustifica questi entusiasmi siamo proprio alla canna del gas.

10. Tre cose ancora. Uno: il quartultimo posto è ormai cosa tra Carpi e Frosinone (applausi a entrambe). Due: Liverpool-Borussia Dortmund match dell’anno. Una roba pazzesca. Tre: è da ieri sera che provo a rifare l’autogol di Consigli a PES e Fifa, ma non ci sono riuscito. Ora chiedo aiuto a Nardy e Carbone. Ciaone (cit), ragazzi: vado a chiedere a Rosario Dawson se si toglie le manette e le usa su di me. Non ditelo però alla Picierno, o mi diventa gelosa.