Giocare sul nome Madonna e sul fatto che, invece che ascendere al Cielo come la sua più nota onomima, stia scivolando clamorosamente verso il basso sarebbe anche troppo facile. Così come tirare in ballo l’iconografia delle star che si autodistruggono a base di alcool e atteggiamenti impudici in cui il privato viene spiattellato davanti agli occhi di tutti come se fosse parte integrante dell’essere una star.

Nei fatti da qualche tempo a questa parte Madonna non è più in se stessa. Se l’abbiamo sempre vista, a ragione, come una star assoluta, anzi, come La popstar, capace di far diventare glamour qualsiasi cosa, dai peli sotto braccio dei tempi di Into the Groove al reggiseno nero, una che ha dettato le mode per decenni, diventando matrice per chiunque abbia poi voluto confrontarsi anche solo con l’idea di fare spettacolo, ormai da tempo la vediamo arrancare dietro le colleghe più giovani. Lei lì a cercare di rincorrere le idee altrui, i produttori altrui, gli autori altrui.

Invecchiata, ma non è certo quello il problema. Invecchiata non tanto fisicamente, quanto a livello di inventiva, di freschezza, anche di provocatorietà. Così di colpo non le abbiamo più sentito tirare fuori singoli che facessero scuola, che aprissero quelle autostrade di suono, magari non originale in sé, ma reso mainstream proprio grazie al suo tocco, non le abbiamo più visto fare qualcosa, che so?, baciare Naomi Campbell o ostentare un pisello in affitto in tempi in cui l’idea di un toy boy era lontana dall’essere formalizzata.

E qui arriviamo alle note dolenti di questi ultimi giorni. Perché da una parte c’è lei che, senza più pudori né remore, rende pubblico giorno dopo giorno il dolore per le vicende legali che la stanno vedendo contrapposta al regista inglese ed ex marito Guy Ritchie per l’affidamento del figlio Rocco, quindici anni, dall’altra c’è il fatto che queste vicende personali rese pubbliche stanno rendendo la sua vita artistica un disastro. Se infatti ormai è noto a tutti che il figlio ha chiesto e ottenuto dai giudici di poter rimanere a vivere a Londra col padre, invece che essere affidato alla madre, è altrettanto noto, e non può che essere così, che Madonna non abbia preso la faccenda esattamente bene.

A Auckland, in Nuova Zelanda, la settimana scorsa ha dedicato al figlio una strappalacrime Le vie en rose, canzone che per altro non è propriamente nelle sue corde. Il video di lei che canta in lacrime ha fatto il giro del mondo. Come sta facendo il giro del mondo il video del concerto di ieri a Melbourne. Lei ubriaca che canta alla foto del figlio, vestita da pagliaccio. Roba brutta. Pare sia salita già ubriaca sul palco, e che abbia costretto, è pur sempre Madonna, i ballerini a portarle più volte da bere durante lo show, fino al patatrac. Che potete vedere qui. Madonna vestita da pagliaccio che canta alla foto del figlio, se uno ce l’avesse raccontato non gli avremmo creduto.

Dare Madonna per morta è ovviamente un errore, l’abbiamo vista più volte risorgere, tanto per rimanere nel gergo cristiano, ma sicuramente questo è un ennesimo passo verso il baratro. Ora, senza tirare in ballo l’altra Madonna e il suo rapporto col figlio, la speranza è che Lady Ciccone torni in sé, ridiventi l’esempio di donna al cubo che è sempre stata, e torni a indicarci la strada. Di artisti dediti al bere ne abbiamo altri, con canzoni in repertorio più vicine a quell’immaginario. Un conto è cantare Blue Valentine con la voce che biascica, un conto Vogue, converrete con noi.