È uscito venerdì della scorsa settimana il nuovo singolo dei Tiromancino, in anticipo di qualche settimana sul nuovo album. Piccoli miracoli, il titolo del primo singolo, ancora top secret il titolo del secondo. Tornano i Tiromancino e lo fanno con un brano che ha buone possibilità di spopolare in radio.
Un passo indietro. Non è un segreto che nei primi anni zero, subito dopo il boom di Due destini, legato al film Le fate ignoranti, e la conseguente esplosione dell’album La descrizione di un attimo, Federico Zampaglione rimase da solo alla guida della band, dando vita a In continuo movimento, trainato dal singolo Per me è importante: fui io a coniare per il cantautore romano il nomignolo di “nuovo Battisti”. Partivo, ovviamente, da certe similitudini vocali, entrambi dotati di voci esili, con pochi bassi, ma anche da una capacità rara di giocare con le melodie. Una forzatura, in parte, ma sicuramente il mio tentativo di riconoscere un talento che mi sembrava davvero notevole, probabilmente il migliore della sua generazione, quanto a scrittura musicale.

Poi, è storia: Zampaglione ha scritto altre grandi canzoni, ma ha anche cominciato a sperimentare fuori dal mondo nella musica, andando a studiare da regista cinematografico e diventando un riconosciuto autore di film horror. Sull’onda di questo nuovo successo, sembrava, la musica aveva cominciato a essere un po’ meno presente nel suo curriculum. Certo, album ne sono usciti, ma il cinema ha occupato militarmente la vita del nostro. Molto cinema, pochi album.

Recentemente, la notizia che Federico Zampaglione stesse lavorando al suo nuovo album, perché sul fatto che i Tiromancino siano Federico Zampaglione non ci sono dubbi, ha subito lasciato ben sperare. Buone aspettative, quindi, che trovano in Piccoli miracoli una prima buona risposta. Con Piccoli miracoli i Tiromancino tornano a livelli che, opinione personale, non toccavano proprio dalla prima parte degli anni zero. E anche stavolta, come ai tempi di Per me è importante, il nome che viene in mente è quello di Lucio Battisti. Non più quello delle ballate, evocato dal brano già citato più volte, ma quello del periodo Una donna per amico, quando il rapporto con Mogol stava per chiudersi. Apertura melodica, struttura armonica, arrangiamento contemporaneo ma a suo modo classico fanno venire in mente ever green come Prendila così, Nessun dolore, come le precedenti Amarsi un po’ e Ancora tu. La voce, poi, proprio come per Battisti, con gli anni si è ispessita, consentendo soluzioni un tempo impensabili.

Una bella canzone, Piccoli miracoli. Una canzone, lo dico con la stessa sfrontatezza, che dovrebbe e dovrà far pensare molti dei cosiddetti alfieri del cantautorato pop di casa nostra. Qualche nome? Certo. Eros Ramazzotti, Biagio Antonacci, Giuliano Sangiorgi, tanto per farne tre. Evolversi non riesce a tutti. Si dice spesso che l’ispirazione, specie quella dei primi lavori, si perde per non tornare in seguito. Ecco, i Tiromancino dimostrano, anzi Federico Zampaglione dimostra che non è così necessariamente. Si cresce, si matura, si evolve, si torna a incrociare l’ispirazione e tirare fuori belle canzoni, con nuove capacità di interpretazione. Eros non ci riesce da tempo. Biagio ancora di più. Giuliano, poi, ha infilato una collana di brani per altri che spingono a invocare un po’ di cristiana pietas, per noi, sia chiaro. Piccoli miracoli apre la strada a un ritorno che suona come una ripartenza sacchiana. Contropiede e goal. Bentornati.