Colline basse e dolci, in questa stagione dell’anno luccicanti di neve. Boschi di aceri e abeti, chiese di legno bianco con i tetti che svettano sui cieli bassi. E main streets, le strade principali dei
villaggi, su cui si aprono negozietti di marmellate, pasticcerie, posti di giacche in tweed e cachemire. E’ un New England della memoria, che potrebbe essere uscito dalla mano di Norman Rockwell, quello che si ritrova in molte parti del New Hampshire. Dietro la cartolina c’è la realtà. Quattrocento morti per eroina nel 2015. Settantacinque uccisi soltanto nello scorso mese di gennaio, la percentuale più alta di tutti gli Stati Uniti.

La chiamano “epidemia” e in effetti la morte si è diffusa per con una velocità impressionante. Il New Hampshire ha un milione e mezzo di abitanti e 400 morti in un anno significa che ogni famiglia, ogni abitante dello Stato si è scontrato con almeno una storia di droga. Non è l’economia, non è il lavoro, non è il terrorismo la principale preoccupazione da queste parti. Per il 25 per cento della gente sono appunto l’eroina, gli oppiacei, a sconvolgere la vita di intere comunità. “”Non c’è un gruppo sociale che sia immune dal fenomeno, si tratti di città, villaggi e campagne”, ha spiegato Timothy R. Rourke, che si occupa di abuso di droghe e alcol per il governatore dello Stato.

Non si tratta nemmeno di un dramma che riguarda esclusivamente il New Hampshire. Gli ultimi dati certi risalgono al 2014, quando in tutti gli Stati Uniti ci sono stati 47.055 morti per overdose, l’equivalente di 125 americani ammazzati dalla droga ogni giorno. Il trend ricorda quello dei morti per AIDS negli anni Ottanta e primi Novanta, quando un’intera generazione venne spazzata via dal virus. Anzi, si muore di più per overdose oggi di quanto si moriva per l’AIDS ieri. La droga uccide soprattutto nella regione degli Appalachi e nel sud-ovest del Paese. Si muore di più nelle aree rurali che in quelle urbane; i giovani contadini e operai sono le categorie con più probabilità di finire nella rete. La dipendenza, spiegano gli esperti, si lega alla
diffusione dei painkillers, degli anti-dolorifici prescritti con mano troppo larga. Molte delle morti sono legate all’abuso di fentanyl, che i dealers tagliano con l’eroina. Il fentanyl è parecchio “cattivo”. E’ più difficile resuscitare qualcuno da un’overdose di fentanyl che di eroina.

L’epidemia di morti per droga fa anche piazza pulita di ogni facile psicologismo o pregiudizio. In New Hampshire non si vive male, tutt’altro. Il Granite State ha i tassi più bassi in fatto di crimine, disoccupazione, povertà. La gente ha resistito alla Grande Recessione di questi anni meglio che altrove, i redditi delle famiglie sono tra i più alti d’America. Eppure le storie che si sentono in giro sono trame d’angoscia e dolore. Come la storia di Susan Allen-Samuel, che scopre che il figlio Joe si droga dopo che per mesi, in cucina, aveva visto sparire i cucchiaini. Joe vive a Londonderry e comincia a farsi di OxyContin, un oppiaceo e sedativo molto costoso: anche ottanta dollari a pillola. Passa all’eroina, molto più economica – 10, 15 dollari a
dose – e facilmente disponibile sul mercato; per esempio a Lawrence, in Massachussetts, appena oltre il confine di Stato. Joe viene arrestato due volte per piccoli reati, poi comincia la strada della riabilitazione. Da due anni è pulito, intanto molti dei suoi amici non ci sono più.

Il problema, in New Hampshire come altrove, è che le politiche di criminalizzazione sono fallite e le strutture di riabilitazione sono poche o inesistenti. In New Hampshire non si finanzia alcun trattamento di mantenimento con il metadone e la riabilitazione è demandata a strutture private, poche e costose. Per spesa nella cura e prevenzione delle droghe, lo Stato è al penultimo posto, superato soltanto dal Texas, dove peraltro esiste un problema gravissimo di morti per droghe. “Chi entra in strutture di questo tipo è circondato da un’aura orribile di stigma sociale”, ha spiegato Diane St. Onge, che dirige il Manchester Comprehensive Health Center.

Ecco dunque come eroina e affini sono diventati un tema delle primarie 2016 in New Hampshire. Non c’è praticamente candidato che non abbia fatto tappa da queste parti e che non sia stato costretto ad affrontare l’argomento. Chris Christie ha detto che “la guerra alla droga è  fallita e che bisogna farla finita con lo stigma sociale che circonda i tossicodipendenti”. Jeb Bush ha parlato della battaglia contro le droghe di sua figlia; Carly Fiorina ha raccontato di aver perso una figlia adottiva proprio per eroina. Secondo Hillary Clinton, è necessario enfatizzare “il trattamento e non l’incarcerazione delle persone con problemi di dipendenza”. Mentre si discutono i rimedi, il problema si allarga e le vittime aumentano. “Non abbiamo mai visto
tanti morti negli ultimi decenni”, dicono al dipartimento di polizia di Londonderry.