Il grande pubblico lo ricorda quasi esclusivamente nel ruolo di Joe Tribbiani, Joey, uno dei protagonisti della fortunatissima serie televisiva Friends (10 stagioni, tra il 1994 ed il 2004). Adesso Matthew LeBlanc, il suo interprete, oggi con i capelli grigi e qualche chilo in più, torna sul piccolo schermo con Top Gear, una delle trasmissioni cult del mondo dell’auto, almeno fino a quando c’erano Jeremy Clarkson, James May e Richard Hammond. La BBC ha ufficializzato il suo ingaggio al fianco del nuovo conduttore, Chris Evans.

In qualche modo, per LeBlanc si tratta di un ritorno: almeno come ospite aveva preso parte a Top Gear nel 2012 subito dopo aver vinto un Golden Globe spiegando anche che ci si allena a fare la faccia da perdente per le celebrazioni. Con il tempo di 1’42″1, al volante di una Kia, LeBlanc aveva all’epoca stabilito il nuovo giro più veloce nel quale si cimentano i vip che intervengono.

Dopo l’allontanamento di Clarkson ed il successivo divorzio dei suoi due compagni di avventura che hanno deciso di seguirlo ad Amazon, il rilancio di Top Gear è piuttosto tormentato, anche se offre numerosi spunti di cronaca alla stampa, soprattutto britannica. A parte quello che è stato presentato come il gran rifiuto di David Coulthard (sembrava in ballo anche Jenson Button), la produttrice Lisa Clark, richiamata per rianimare lo show, se n’è andata dopo appena 5 mesi.

Poi i nomi dei co-conduttori, il giornalista Chris Harris, descritto come “virtualmente sconosciuto”, e la regina tedesca della Nordschleife, Sabine Schmitz, avevano sorpreso gli appassionati, ma contribuito a tenere vivo l’interesse attorno alla rubrica. Peraltro, la BBC ha anticipato di voler rendere noti a breve altri nomi della squadra. Il conduttore Chris Evans era finito sulle pagine non solo dei tabloid per via dei (presunti) problemi di stomaco frutto di qualche giro al fianco della stessa Schmitz su una Audi R8 V10, tanto che perfino l’Independent è arrivato a scrivere che “molte persone affermano che forse (Evans) non è adatto al ruolo”.