Mi rendo perfettamente conto del fatto che per dare notizie certe occorre avere delle prove. D’altra parte nessuno può vietare di parlare di ipotesi ragionevoli. Non solo. Il fatto che lo Zika virus sia collegato alla microcefalia è solo e soltanto una ipotesi, senza alcuna prova certa. Forse, aggiungo, per nascondere qualcos’altro. In Pernambuco, dove mi trovo ora, l’hanno preso tutti, probabilmente anch’io. I sintomi sono molto meno perniciosi di quelli di un’influenza. Non esiste cura, nelle farmacie ti danno il paracetamolo per contrastare un po’ di febbriciattola e un po’ di dolore alle articolazioni. Il Virus venne isolato già nel 1949, si conosce dunque da decenni.

EL SALVADOR INITIATES CAMPAIGN AGAINST ZIKA OUTBREAK

Se nomino “Caruaru” probabilmente dice qualcosa a pochi. È una cittadina del Pernambuco nota per essere la capitale dello straordinario artigianato pernambucano. Vanta un museo e una fiera importante sul tema dell’artigianato. Fino a poco tempo fa era un paesino, oggi, come molti centri brasiliani, sta crescendo molto rapidamente. Una sua caratteristica che salta agli occhi del visitatore è la quantità assurda di farmacie. Le farmacie brasiliane sono praticamente dei supermercati del farmaco. A Caruaru intere avenidas ne sono invase. Una dietro l’altra. Indagando si scopre che vengono aperte in continuazione perché il ricarico sui farmaci arriva al 500%. Qualcuno, anche personaggi di rilievo, ipotizza che spesso si tratti di riciclaggio di denaro sporco, che in Brasile scorre a fiumi. In tutto il Brasile. Anche a Rio, per esempio, le farmacie sono tantissime. A Caruaru sono oltre 400, il che significa, con circa 300mila abitanti, una farmacia ogni 700. Tanto per avere un’idea a Roma sono 720, una ogni 4.000 abitanti. C’è qualcosa che non va.

Un altro aspetto interessante è l’estrema povertà ancora presente, nonostante tutto, nel paese, specie nel Nordest, dove si trova il Pernambuco. Inoltre il territorio è enorme e difficilmente controllabile. Infatti qui capita di tutto. È facilissimo dunque, in questo paese, trovare persone disposte a qualsiasi cosa pur di essere aiutate, dalla prostituzione, al traffico di organi, fino, appunto, alla sperimentazione di farmaci. Una terra ancora adatta ad avventurieri, in tutti i settori, incluso quello medico/farmacologico. Un ottimo posto dove lanciare un allarme virus che potrebbe avere due funzioni. Quella di nascondere l’insorgere di una patologia dovuta ad altre cause, come la microcefalia. Oppure quella di spaventare la popolazione sia locale che di tutto il mondo e quindi poter successivamente inventare un vaccino che possa far fare di nuovo molti soldi alle corrotte multinazionali del farmaco.

Ma non basta. In Brasile naturalmente è in corso una massiccia campagna pubblicitaria per vendere enormi dosi di repellenti, costosissimi, nelle loro numerosissime farmacie.

Sono solo ipotesi, me ne rendo conto. D’altra parte anche il collegamento tra microcefalia e Zika virus lo è.

Inoltre la netta sensazione è proprio che, come al solito, qualcosa non torni affatto. E i sintomi del virus che, ripeto, è conosciuto da poco dopo la guerra, sono ridicoli, come quello di qualsiasi altro degli innumerevoli virus presenti sul pianeta. Se non fosse stato lanciato l’allarme nessuno se ne sarebbe accorto. La relazione con la microcefalia, per stessa ammissione dell’Oms, è del tutto ipotetica e da verificare.

È facilissimo che “quasi tutti” i nascituri con microcefalia presentino il virus, poiché una enorme percentuale di coloro che sono nel nordest del Brasile lo contraggono. In una riserva indigena dove sono stato di recente lo hanno contratto tutti. Inoltre potrebbe addirittura essere che la microcefalia sia causata da un altro tipo di sperimentazione sui feti che le autorità intendono nascondere. Inoltre è già accaduto diverse volte che siano stati lanciati allarmi poi sgonfiatisi, naturalmente dopo che i vaccini erano stati prodotti e venduti a milionate a destra e a sinistra, senza poi venire utilizzati.

Non vedo per quale ragione farsi prendere in giro da un sistema di informazione in gran parte manipolato senza perlomeno porsi delle domande e approfondire un minimo. È la collaudatissima strategia della paura.

È facilissimo manipolare le reazioni dell’intera popolazione mondiale con una serie di ipotesi tutte da verificare, ma che possono dare molti frutti sul piano commerciale. Per contro un sacco di cose che vengono regolarmente tenute nascoste sono davvero pericolose per l’umanità, ma tutti si comportano come se non esistessero. Quali, solo per fare un esempio, il traffico di organi il cui allarme (ne avevo già parlato) è stato lanciato lo scorso anno persino dal Vaticano. Sempre in Brasile, 250.000 persone scomparse all’anno (800 al giorno circa), un’enormità, che non si ha la minima idea di che fine facciano. Vi sembra normale? E nessuno si preoccupa più di tanto.