Primo, anzi secondo, tra gli incassi di tutti i tempi in Italia, ma solo 43esimo per numero di spettatori. Checco Zalone e il suo Quo Vado? annaspano lontani da qualsiasi top ten, top venti o trenta, per quanto riguarda proprio l’indicatore più sensibile, e reclamizzato, da produttori ed intellettuali folgorati sulla via della commedia zaloniana: la ‘ggente’. Secondo Sorrisi e Canzoni Tv, che si è avvalso di una classifica ad hoc dei film più visti di tutti i tempi in Italia, formulata ex-novo su richiesta dalla Siae, l’inarrestabile campione d’incassi d’inizio 2016 figura a gareggiare, come numero di spettatori paganti, lontanissimo da qualsiasi podio, con titoli come La Maya Desnuda di Henry Koster con Amedeo Nazzari e Ava Gardner (1958) e Anna di Alberto Lattuada con il trio Mangano-Loren-Gassman (1951).

Nessuna competizione, dunque, con i grandi film che hanno fatto la storia del cinema italiano. I film di Sergio Leone e Federico Fellini, come quelli più scanzonati della coppia Bud Spencer/Terence Hill, sembrano talmente lontani per il comico pugliese tanto da usare i binocoli solo per poterne intravedere i titoli di coda. Quo Vado? ha infatti registrato al 20 gennaio 2016, in soli 20 giorni di programmazione e con molte sale a disposizione che ora si stanno naturalmente e drasticamente riducendo da 1500 a meno di 500, ben 8milioni 576mila e 765 spettatori. Chiaro, una cifra oggettivamente altissima per un cinema italiano agonizzante come quello degli ultimi vent’anni; ma che, al paragone con film più popolari del box office italiano di tutti i tempi, risultano aver portato al cinema quasi la metà degli spettatori.

In cima, al primo posto della classifica Siae/Sorrisi e Canzoni Tv 2016, c’è Guerra e Pace, il film diretto nel 1955 da King Vidor con Audrey Hepburn e Vittorio Gassman che registra 15.707.723 spettatori. Secondo con 15.623.773 di spettatori c’è, con una certa sorpresa, Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci (1972), titolo dannato, censurato e maledetto. Terzo è il primo lungo della ‘trilogia del dollaro’ di Leone, Per un pugno di dollari (1964 – 14.797.275). Seguono …continuavano a chiamarlo Trinità (1971) – 14.554.172, regia di E.B.Clucher – il sequel di Lo chiamavano Trinità (1970), curiosamente davanti proprio davanti a Quo vado? e Sole a catinelle al 41esimo posto; ancora Leone con Per qualche dollaro in più (1965); poi Fellini con La dolce vita (1960) – 13.617.148; Don Camillo (1952) – 13.215.653; Ulisse di Mario Camerini (1954) con Kirk Douglas – 13.170.322; nono Il gattopardo di Visconti con 12.850.375; e decimo La donna più bella del mondo (1955), film misconosciuto ma popolarissimo all’uscita nel 1955 con Gina Lollobrigida che registrò oltre 12milioni e mezzo di spettatori. Basta voltare pagina e all’undicesimo posto c’è Malizia di Samperi, l’erotico per eccellenza in Italia (11.756.327) e il Decameron di Pasolini, sedicesimo, con 11.167.557 spettatori.

Tra le commedie, terreno di gara di Zalone, oltre al secondo capitolo di Trinità e alla gazzarra tra prete e sindaco comunista di Duvivier nella top ten, spicca La Grande guerra di Monicelli (18esimo), Pane, amore e fantasia (19esimo), Amici Miei (21esimo), Il medico della mutua di Luigi Zampa (29esimo). Benigni con La vita è bella risulta 31esimo con 9.702.524 spettatori. Ed è forse questo l’unico traguardo raggiungibile nei mesi a venire per il Quo Vado? di Zalone e Nunziante che ha a tiro Innamorato pazzo di Castellano e Pipolo con Adriano Celentano oltre 8milioni e 800mila spettatori. Dietro di loro, per la cronaca: Il Ciclone di Pieraccioni (1996, 7.956.549) e Fantozzi (1975, 7.755.046).

“Si fa presto a dire record di incassi”, scrive l’autore dell’articolo Paolo Fiorelli. “Il prezzo dei biglietti è in continuo aumento e questo, nel confronto, favorisce i titoli più recenti. A Sorrisi abbiamo deciso di fare chiarezza chiedendo aiuto alla Siae, che dopo una settimana di conteggi ci ha fornito l’unica, vera, «definitiva» classifica dei biglietti staccati per ogni film prodotto (o coprodotto) in Italia dal 1950 a oggi”. E conclude: “Appare chiara la sofferenza dei cinema, crescente negli anni, contro la concorrenza della televisione, dei dvd, della pirateria: se in classifica ci sono 14 film degli anni 50, gli anni 90 sono rappresentati da appena due titoli. E nel nuovo millennio un solo artista è riuscito a entrare nella Top 50: Checco Zalone con Sole a catinelle e con Quo vado?, che non ha ancora terminato la sua corsa al successo”. Chi si accontenta gode…comunque.