Addio a un maestro del cinema italiano. È morto a 84 anni Ettore Scola. Sceneggiatore e regista con uno dei curriculum più densi della settima arte. Scola era nato Trevico (Avellino) nel 1931 e già nel 1954 lavorava alla scrittura di copioni. Il suo esordio alla regia risale al 1964 con la pellicola Se permettete parliamo di donne. “Scrivevo le battute nelle sceneggiature dei film con Totò – raccontò durante una intervista – Una volta gli lessi un copione ed il principe De Curtis rise. La sua risata fu il mio primo ed unico Oscar”.

Nelle sue pellicole c’era la critica di costume, ma anche la riflessione sulla crisi dell’intellettuale nella società italiana. Ricchissima la sua filmografia: Dramma della gelosia, tutti i particolari in cronaca (1969); Trevico-Torino (1972); C’eravamo tanto amati (1974); Brutti, sporchi e cattivi (1976); Una giornata particolare (1977); Le bal (Ballando ballando, 1984); La famiglia (1987); Storia di un giovane povero (1995); La cena (1998); Concorrenza sleale (2001); Gente di Roma (2003). Scrisse anche la sceneggiatura de Il sorpasso con Dino Risi e Ruggero Maccari.

Scola, ultimo maestro della commedia italiana, nel corso della sua lunga carriera ha vinto numerosissimi premi, fra cui al Festival di Cannes, la Miglior Regia per Brutti, sporchi e cattivi e vari David di Donatello, fra cui quello alla carriera del 2011. Nominato agli Oscar per quattro volte, sempre nella categoria miglior film straniero, per Una giornata particolare, I nuovi mostri, Ballando ballando e La famiglia, ma non ha mai ricevuto la statuetta dell’Academy. Nella sua carriera ha lavorato con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Sofia Loren, Stefania SandrelliNino Manfredi, Monica Vitti, Alberto Sordi e Ugo Tognazzi. Nel 2012 ha ricevuto il premio alla carriera del Festival di Torino

Nel giugno del 2014 in una intervista dichiarò che non sarebbe più tornato al cinema: “Non penso proprio, ci si alza troppo presto e si va a letto troppo tardi, non ho più di queste pulsioni, forse ho fatto troppi film… Ma un nuovo fumetto con Ivo Milazzo lo farei subito”. Scola come Fellini aveva iniziato la sua carriera facendo il disegnatore e l’umorista. Nel 2013, a dieci anni dal suo ultimo film, aveva diretto e sceneggiato insieme alle figlie Paola e Silvia la pellicola Che strano chiamarsi Federico – Scola racconta Fellini, in omaggio al maestro di Rimini per poi presentarlo alla settantesima edizione della Mostra di Venezia. Nelle immagini di repertorio c’erano i provini di tutti grandi del grande schermo: Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman. E poi Anna Magnani e lo stesso inedito Federico Fellini nel ruolo di San Giuseppe nel film L’amore

“Maestro dalla incredibile ed acuta capacità di lettura dell’Italia, della società e dei suoi mutamenti, del sentimento del tempo; coscienza civile che lascia un enorme vuoto nella cultura italiana” dice il premier Matteo Renzi.