Tette e culi a profusione. Sui profili ‘spotted’ delle università italiane è andata in scena la sfida osé “#Escile”, lanciata sulla pagina Facebook Spotted: Polimi e subito raccolta dagli studenti della Bocconi. Si sono poi accodati l’università Statale e la Cattolica, di ora in ora sono aumentate le foto: dalle scollature generose ai lati b di signorine decisamente generose per arrivare, con il passare delle ore, alle foto degli uomini nel segno della parità di genere: torsi nudi, bicipiti muscolosi, addominali scolpiti e per finire foto irriverenti ed ironiche.

Il fenomeno, che si è sviluppato nell’arco dello scorso fine settimana per culminare nella giornata di lunedì, è stato riassunto benissimo da uno studente bocconiano, con un post dal tono sarcastico ma azzeccato: “È un po’ come in un mercato concorrenziale: inizialmente tette sotto una maglietta; poi, per conquistare una maggiore fetta di mercato, un competitor toglie la maglietta, ma lascia il reggiseno; dopodiché la pressione competitiva sprigiona tutta la sua forza e anche il reggiseno va via, ma rimane un po’ di panna. Ci sono momenti in cui ti chiedi se ci sia veramente un lower bound alla pressione concorrenziale. Ti chiedi se ci siano costi da coprire. Se l’ipotesi di razionalità degli attori di mercato valga. Oggi è un momento in cui dovremmo unirci per ripensare la microeconomia“.

A giudicare dai contatti registrati dalle pagine “spotted” delle varie università, l’iniziativa ha avuto un successo dirompente, ma non manca chi – anche sulle stesse pagine – critica in maniera pesante l’iniziativa o chi ha scelto di aderirvi: “Un applauso ai possessori delle pagine spotted per questa associazione a delinquere con finalità collezione di pornografia universitaria, siete geniali. Per quanto riguarda le signorine che gliele mandano, un po’ meno. Noi non vedremo il vostro nome, ma loro probabilmente l’hanno già segnato #mandolefotoasegaioli #masonounatipaclassy”. 

(Video postato sulla pagina Spotted Unicatt)

La trovata è sicuramente una prima assoluta per il mondo accademico italiano, ma non una novità a livello globale. In passato la moda di spogliarsi in sostegno alla propria università o al proprio college è già stata percorsa negli Stati Uniti e nel Regno Unito. In maniera più o meno organizzata foto scollacciate sono state postate, ad esempio, nel 2013 dalle ragazze dell’università del Kansas per sostenere il team di basket. Lo scorso anno, invece, la squadra di rugby femminile dell’università di Oxford e la squadra femminile di canottaggio dell’università di Warwick hanno realizzato, per beneficenza, delle foto senza veli che hanno fatto discutere.

*Aggiornato da redazione web il 22 gennaio 2016 alle ore 13