Riccardo Bocalon ricorderà a lungo la notte in cui ribaltò la situazione nei quarti contro lo Spezia trascinando l’Alessandria in semifinale di Coppa Italia. Forse qualcuno adesso gli creerà una pagina di Wikipedia, che fino al fischio finale non esisteva. Perché quella segnata allo Spezia è una doppietta storica che spedisce i piemontesi lì dove una squadra di terza categoria non si spingeva da 32 anni. L’ultima era stata il Bari, ora tocca ai ragazzi di Angelo Gregucci, vero deus ex machina di un successo inaspettato: “Ora che le luci si sono spente da tanto tempo, voglio dedicare questo successo a Piermario Morosini” dice il tecnico che lo ha avuto con lui a Vicenza dal 2007 al 2009.

L’Alessandria, seconda nel girone A di Lega Pro, dopo aver spazzato via Palermo e Genoa, concede il tris contro i liguri, ancora fuori casa, dopo una partita vibrante nel corso della quale si era trovata in svantaggio. Ma non è bastato neanche il rigore trasformato da Emanuele Calaiò a scoraggiare i grigi, occasionalmente in rosso al Picco. Perché l’Alessandria gioca davvero bene, senza fronzoli e nessun timore reverenziale. Ha le idee chiare e sembra muoversi comandata da un joystick. Calaiò ci ha messo del suo, sbagliando due volte il colpo del k.o. ma nel complesso il successo piemontese è più che meritato. Fischnaller è una costante spina nel fianco e quando Gregucci decide di giocarsi il tutto per tutto togliendo Loviso per Bocalon azzecca la mossa della vita. Mancano venti minuti alla fine della favola. Bastano e avanzano. Tutto accade negli ultimi dieci: Chichizola nega la gioia a Bocalon all’81esimo, ma deve arrendersi due minuti dopo. L’attaccante 26enne, scuola Inter, è freddissimo a tu per tu con il portiere. Supplementari? Neanche a parlarne. Lo Spezia è sulle gambe, i piemontesi vanno a mille. Così in pieno recupero Bocalon diventa il re di Alessandria: sontuosa torsione di testa, Chichizola ancora battuto e San Siro nel mirino.

Martedì infatti ci sarà la semifinale contro il Milan. Andata in casa, ritorno l’1 marzo a San Siro. Una sfida che rimanda a un calciatore che ha fatto la storia del pallone in Italia, Gianni Rivera. Il vice-campione del mondo è stato rossonero per una vita ma ad Alessandria è nato e ha giocato due stagioni. Oggi l’eroe della città, almeno per una notte, è Riccardo Bocalon. Veneziano, cresciuto nella Primavera dell’Inter alle spalle di Mattia Destro, ha fatto felice Portogruaro, Venezia e Prato. Poi i gol al Palermo, al Genoa e ora la doppietta allo Spezia. La Scala del calcio lo attende. Se i tifosi del Milan si dovessero chiedere chi è, forse avranno una pagina di Wikipedia da spulciare.