Spot pubblicitari su Pornhub, Youporn, Grindr e Tinder. La Diesel valica l’ultimo tabù della comunicazione nell’era del web e dei social. Il marchio vicentino per una volta finisce solo sui siti porno e su quelli di chat o appuntamenti ‘galanti’ anche omosex. L’idea esclusiva per la collezione primavera/estate 2016, zeppa soprattutto di capi di intimo, è venuta al direttore creativo Nicola Formichetti che dal 2013 ha rivoluzionato il brand italiano di abbigliamento di jeans, giacche di pelle e accessori svecchiandolo dai cascami di una comunicazione ripetitiva e trasformandolo in qualcosa di estremamente universale quasi fosse nato già online. Formichetti, ‘the baddest panda in town’ come si definisce su Twitter ha quei 240mila follower che fanno capire dove posizionare la propria idea di comunicazione del prodotto.

“Questa campagna pubblicitaria s’ispira alla cultura digitale e online, seguendo le orme di quella dell’autunno/inverno scorso. Una cultura, quella dei social, che noi amiamo e odiamo allo stesso tempo”, spiega Formichetti ad un sito di moda online. “Siamo sempre con le dita a scorrere immagini e nomi sugli smartphone, cercando di trovare un amico o un fidanzato o fidanzata, senza averne mai incontrato nessuno. E questa nostra campagna è la continuazione di questa pazza saga. Ci siamo detti, allora: “perché no?”. Così abbiamo creato le nostre emojis. E’ il nostro nuovo linguaggio universale che sia spagnoli che giapponesi possono capire. Lo adoro”.

Tanto che nel primo spot lanciato online, e che apparirà sui siti porno e d’appuntamento oltre a qualche abbozzo di accoppiamento, parecchi ammiccamenti, un seno nudo, ci sono parecchie emoticons, volti di persone che scorrono con una scrollata laterale, selfie a go-go, messaggi da chat online brevi, incisivi ed allusivi (“Ti piace la mia giacca?”, scrive un modello moraccione), ma soprattutto a guardare la sfilata di capi e modelli non si interagisce più con un generico spettatore tv o da cartellonistica sulle strade, bensì di fronte ai protagonisti dello spot c’è la tecnologica protuberanza dello schermo del proprio pc o smartphone. “Instagram mi annoia tantissimo, Facebook devo ancora iniziare ad usarlo. Invece sono ossessionato da Snapchat (la app di video messaggi inventata da due studenti della Stanford University ndr): ci posto di tutto, senza alcun limite, è davvero cool, se non la si conosce va provata”.

L’ispirazione di Formichetti è sempre l’intramontabile icona della pubblicità anni ottanta: Olivero Toscani. “E’ stato lui ad insegnarmi quanto potente può essere la pubblicità. E’ il mio eroe. Difficile però essere pazzi come lui oggi. Molte cose sono cambiate dagli anni ’80 e ’90. Il prodotto va mostrato. Però credo di aver trovato soluzioni alternative con cui ci si possa divertire”, dice Formichetti che come per le campagne choc e provocatorie di Toscani sembra come trascendere l’immediatezza del prodotto, l’urgenza del vendere l’oggetto, per avventurarsi e magari perdersi o farsi affascinare dal messaggio che lo veicola.

“Chiaro, abbiamo ancora la pubblicità sui cartelloni in strada e sulle riviste patinate perchè sono importanti; ma abbiamo sempre più bisogno di iniziare nuove campagne pubblicitarie dove la gente va: telefonini, pc, siti web. Pensate che recentemente su Tinder abbiamo creato un account per uno dei nostri modelli che si è fatto passare per un utente e all’improvviso ha avvisato chi era mostrando i nostri prodotti”, aggiunge Formichetti. “Non giriamoci troppo attorno. Andiamo tutti sui siti web come Pornhub, no? Quindi, prima di iniziare a masturbarsi forse ci si può fermare a guardare i nostri nuovi pantaloni e scarpe”.