Da oggi il vostro bambino anche se non è ancora nato può ascoltare la nona sinfonia di Beethoven, Heroes di David Bowie, o anche solo i gorgheggi disperati di Biagio Antonacci. L’eterogeneità della playlist può variare di giorno in giorno, a seconda degli stimoli sonori che si vogliono trasmettere al feto, ma attenzione: il tutto avviene rigorosamente attraverso la vagina. Già, perché da diversi mesi sta riscuotendo un notevole successo tra le future puerpere il BabyPod, un marchingegno di plastica e silicone che promette di concedere alle madri in gravidanza la possibilità di riprodurre musica per i loro bambini non ancora nati. Tutto quello che si deve fare è inserire il dispositivo nella vagina e connettersi al proprio iPhone. L’intensità del suono è di 54 decibel, l’equivalente di un tono da ‘bisbiglio’. Il dispositivo si collega al jack delle cuffie su uno smartphone, e c’è un altro ingresso audio sulla parte superiore del connettore Babypod per le madri che desiderano ascoltare la musica contemporaneamente al proprio bambino.

Anche se la ricerca medico-scientifica deve ancora dimostrare che il suono sentito durante i primi nove mesi di vita può rendere i bambini ‘più intelligenti’, il BabyPod è il risultato di diversi studi che hanno mostrato come i feti siano in grado di rilevare e rispondere anche fisicamente al suono una volta che raggiungono le 16/18 settimane. “Il loro cervello non aspetta la nascita per assorbire informazioni”, ha spiegato la dottoressa Patricia Kuhl al New York Times. “I bambini cominciano a comunicare prima della nascita. A sedici settimane sono già in grado di rispondere agli stimoli musicali”, afferma Marisa Lopez-Teijón dell’Institut Marquès la clinica ginecologica di Barcellona che ha messo sul mercato il Babypod.

La novità dell’oggetto ideato dagli spagnoli è che a loro avviso c’è parecchia differenza tra la riproduzione di musica attraverso la vagina e tramite l’addome, come solitamente molte mamme hanno provato a fare nel passato. Secondo i ginecologi del Marques l’unico modo con cui la musica può raggiungere il bambino è la vagina. Questo perché la vagina è uno ‘spazio chiuso’ e il suono non viene disperso nell’ambiente. Inoltre c’è meno tessuto molle, con solo le pareti vaginali e uterine, a separare il bambino dal suono. I risultati, hanno spiegato i medici in numerose interviste, è stupefacente. I primi tentativi di quello che è poi diventato il BabyPod hanno mostrato addirittura che i feti di 16 settimane stimolati dal bisbiglio musicale del nuovo “device” muovono bocche e lingue.

BABYPOD ENGLISH SUBTITLES from babypod on Vimeo.

Il Marques Institut è talmente convinto della rivoluzione BabyPod da aver caricato su Youtube un video con un concerto della cantante Soraya Arnelas eseguito appositamente sotto le feste di Natale per essere trasmesso in diretta attraverso lo smartphone dalle mamme all’interno dei loro pancioni mentre assistono di persona alla performance. Sul sito del prodotto è stato caricato un altro video promozionale dove vengono mostrati estratti di alcune ecografie dove i feti muovono labbra e braccine al ritmo delle playlist ascoltate. Oltre all’entusiasmo di diverse mamme che hanno commentato la loro esperienza con il BabyPod, ci sono diverse avvertenze segnalate dai ginecologi di Barcellona: va usato dalle 16 settimane in su e per non più di 10-20 minuti. Ci sono anche alcune playlist ‘consigliate’ da scaricare con la app. Music is life, ma senza esagerare.