In un mio precedente post ho presentato la figura di Padre Renato Chiera, un missionario molto anomalo (per fortuna), che opera nei posti più infernali del Brasile da 40 anni. Come avevo accennato egli ritiene che le radici del terrorismo in Europa e negli Usa abbiano una matrice affatto dissimile da un diverso tipo di terrore che si può sperimentare in Sud e Centro America.

Quella dei narcotrafficanti è una vera e propria strategia del terrore. E sebbene gli obbiettivi di tale strategia siano altri da quelli islamici e non esista un’ideologia retrostante, men che meno una religione, l’odio e il terrore che costituiscono la matrice di questo stato di cose sono simili. Ma ancora più simili, secondo Padre Renato (opinione che trovo condivisibile), sono le cause: abbandono familiare, sociale e culturale. In estrema sintesi (poiché il discorso è lungo) si tratta di disagio giovanile planetario. In parole molto povere ovunque, in Siria e Gran Bretagna, come in Brasile, molti bambini, adolescenti e giovani sono abbandonati a se stessi e per le strade. Oppure sono abbandonati sul piano psicologico e sociale. O ancora non hanno più punti di riferimento etico, educativo e culturale. Vanno così alla ricerca di un oscuro senso di appartenenza che faticano a trovare e le organizzazioni terroristiche o narcotrafficanti glielo forniscono. Danno denaro, cibo, famiglia (anche se del tutto deviata), riparo e, soprattutto, senso di appartenenza e senso di missione. Danno, in maniera malvagia e perversa, un senso alla vita di migliaia di ragazzi sbandati.

L’idea di Renato è suffragata anche da alcuni dati. Secondo quelli della polizia federale sono 250.000 le persone che scompaiono ogni anno in Brasile, per diverse ragioni. Solo i bambini 40.000. Le cause: stupro seguito da omicidio, traffico di organi, traffico umano. Sempre i bambini e gli adolescenti sono utilizzati nel narcotraffico a piene mani.

Il governo brasiliano di fatto affronta una guerra interna nella quale utilizza armamenti militari e corpi speciali come il Bope (Batalhão de Operações Policiais Especiais). Il Bope dovrebbe contrastare il dilagare della violenza legata per lo più al narcotraffico. Lo fa impiegando una violenza, anche psicologica, ancora peggiore. I suoi uomini sono addestrati con tecniche militari che hanno molto in comune con quelle dell’esercito israeliano che opera in Palestina. Le problematiche sono molto simili, trattandosi in gran parte di vera e propria guerriglia urbana. Infatti spesso i due paesi si scambiano esperti e tecnologie. Una delle armi usate è il micidiale Tavor, fucile prodotto in Brasile, ma di concezione israeliana, il quale è piccolo e maneggevole, equipaggiato per avere una visione olografica nelle strette viuzze delle favelas e dei villaggi in genereUn business di miliardi tra Israele e il Brasile.

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La stessa lotta alla droga è una farsa, visto che la corruzione è endemica e capillare anche a livello di istituzioni. Per la strada si ammazzano tra poveracci che trafficano e poveracci che fanno gli sbirri, poi dal porto di Rio partono interi container grazie alla corruzione permette di bypassare qualsiasi controllo. I politici sono corrotti a tutti i livelli.

I miliardi spesi in armamenti, tecnologie e strategie potrebbero e dovrebbero essere spesi per progetti educativi. Ma questo è un linguaggio del tutto sconosciuto a qualsiasi governo. Non solo poiché capaci di ragionare solo ed esclusivamente in termini di Pil, consumi, repressione, ma anche per il semplice fatto che la guerra rende molto, molto di più. Sembra che in tutto il mondo non ci sia nessuno in grado di concepire altro che violenza per rispondere alla violenza, esattamente come sta accadendo con lo stato islamico. Non viene in mente a nessuno di andare a cercare le cause in un ormai profondo disagio sociale, anche in paesi come Francia, Italia e Gran Bretagna, i quali producono anch’essi carne da macello per il terrorismo. Così sia i narcos di tutto il mondo che i terroristi di qualsiasi fazione non fanno altro che reclutare giovani e giovanissimi falliti, disperati, ignoranti, esaltati che non hanno altra strada che cercare il riscatto come formiche guerriere cieche e velenose. Non se ne esce più. Così gran parte delle tasse pagate da chiunque servono solo ad alimentare abbondantemente il gioco macabro della sugosissima guerra dei veri ricchissimi del pianeta, che non si fanno alcuno scrupolo.

Un orrore che, sempre secondo Renato, può essere vinto, qui come altrove, non certo dalla cieca violenza che alimenta il business, ma solo da una mistica che abbia il suo punto focale nell’accettazione di sé e degli altri e nella presa di coscienza di ognuno di essere figlio dell’Universo. Utopia? (Mi immagino già i commenti). Forse questa utopia sarebbe più produttivo considerarla un sogno magari realizzabile. In caso contrario la meravigliosa realtà della violenza non farà altro che continuare a scavare la fossa dell’umanità intera. Terrorizzata e incapace ormai di sognare una rivoluzione spirituale e sociale, forse possibile.