C’erano l’accordo sul clima ed editing del Dna nella top ten delle riviste Science e Nature. Ma il mondo scientifico è già pronto a nuove sfide nel 2016. C’è Marte, ma anche alla possibilità di catturare l’anidride carbonica dall’aria, oppure la speranza di vedere finalmente per la prima volta le onde gravitazionali eco delle grandi esplosioni cosmiche: l’annuncio dato nel 2014 infatti si è rivelato poco meno di un anno dopo troppo frettoloso.

La scienza del 2016 si annuncia ricca di attese, nelle previsioni pubblicate dalle riviste Nature e Science. Per Fabiola Gianotti, che dal primo gennaio entrerà in carica come direttore del Cern, una delle “grandi sfide” del nuovo anno potrebbe essere capire di che cosa è fatta la materia oscura, la materia invisibile e misteriosa che occupa circa il 25% dell’universo. Le particelle sfuggenti che la costituiscono potrebbero essere generate dalle collisioni del più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern. A caccia di materia oscura ci sono anche il rivelatore Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), in funzione all’esterno della Stazione Spaziale, e la sonda cinese Dampe (Dark Matter Particle Explorer). Dall’Lhc potrebbe arrivare anche la conferma, o la smentita, dell’ipotetica particella intravista a metà dicembre: se confermata potrebbe rappresentare un primo passo nella cosiddetta nuova fisica.

Ancora la fisica è ai primi posti nelle attese per il 2016: sia Nature che Science indicano la possibilità di poter vedere le onde gravitazionali, ossia le vibrazioni dello spazio-tempo provocate da eventi drammatici, come l’esplosione di supernovae, collisioni di buchi neri o il Big Bang.

La cattura della CO2 dall’aria è un obiettivo inseguito sia in Europa che negli Stati Uniti, mentre sul fronte della biomedicina si punta sui risultati che potranno arrivare dalla tecnica del taglia-incolla del Dna, la Crispr che finora ha fatto discutere molto, ma che nello stesso tempo è ricca di promesse. Come quella di fornire un’arma contro le malattie genetiche.

L’Europa dello spazio aspetta la primavera, con il lancio della missione ExoMars, destinata nel 2016 a dimostrare la sua capacità di far atterrare un rover sul pianeta rosso e, nel 2018, a perforare il suolo marziano fino alla profondità di due metri. Sempre in tema di spazio, si guarda con interesse alla missione francese MicroScope, che riprodurrà tra le stelle l’esperimento della caduta dei gravi di Galileo. Tra le curiosità, infine, secondo Science il 2016 potrebbe finalmente far luce sull’origine del cane, mettendo fine al lungo dibattito su dove e quando esattamente sia stato addomesticato ed eletto a migliore amico dell’uomo.