babbo natale_675

Buone feste a tutte le donne che incontro sui miei blog, a quelle che mi scrivono e a quelle a cui scrivo io.

Buone feste alle colleghe di lavoro e a quelle che la crisi non è che l’hanno sfiorata, ci stanno proprio in mezzo.

Buone feste alle equilibriste, alle funambole che attraversano sul filo del rasoio ogni pezzetto del giorno.

Buone feste a quelle che corrono e a chi invece ha deciso di fermarsi, perché così ancora proprio non si può.

Buone feste a tutte le donne licenziate, magari per aver sconfinato quel limite invalicabile che si chiama maternità (quasi un madre su 4 secondo i recenti dati dell’Isfol) e a tutte quelle che una volta fatto il salto, hanno lasciato quello che avevano costruito senza poter più tornare indietro a riprenderselo.

Buone feste a chi fatica nella conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della vita familiare, senza riuscire riannodare i fili né dell’uno né dell’altro e si trova per questo di fronte a una non-scelta obbligata: lavoro o figli? E buone feste a quel 33% di donne che di fronte a questa non-scelta, ha finito poi per abbandonare il primo a vantaggio del secondo (dati Cilap Eapn Italia – Collegamento Italiano Lotta Povertà).

Buone feste a chi vuole tutto e subito.  Buone feste alle donne che lottano, alla mamme lavoratrici che sfidano gli stereotipi e i pregiudizi, a quelle che attraversano imperterrite gli sguardi infastiditi dei colleghi di fronte a una seconda gravidanza e a quelle che camminano a testa alta nei corridoi degli uffici.

Buone feste a chi ha rischiato per un figlio, o magari per due. E buone feste anche a chi ha deciso che questo rischio era troppo alto, perché tutte noi dobbiamo essere dalla loro parte (secondo l’ultima indagine dell’Istat, nel 2014 si contano 1,37 figli per donna, a fronte di un numero medio di figli che le donne vorrebbero avere nella loro vita, superiore a 2).

Buone feste a quel 10-13% della popolazione femminile che vive oggi in una condizione di povertà estrema, di cui il 40% è compresa in una fascia d’età tra i 19 ed i 24 anni.

Buone feste ai genitori precari, che sono un pezzetto di ognuna di noi. E buone feste a quel 60% di donne laureate, che dopo 5 anni guadagna la metà dei colleghi uomini, soprattutto nelle regioni più meridionali d’Italia.

A tutte loro voglio dedicare questa lettera di auguri speciale. Buone feste a tutte.