Mercoledì scorso a Napoli sono crollati all’improvviso, e con cause ancora da identificare con certezza, ben due grandi edifici della Facoltà di Veterinaria della Università di Napoli, in pieno centro storico, sulla collina che ospita i settecenteschi, stupendi e ancora solidissimi edifici della Chiesa di S. Maria degli Angeli e degli annessi edifici ex conventuali oggi appartenenti appunto all’università.

Quegli edifici sono stati costruiti a Napoli nel periodo del disastro urbanistico noto come “mani sulla città” ma anche del disastro politico, che a mio parere continua ancora oggi, del predominio delle clientele (oggi lobby) e non dei valori etici ed ideali all’interno di tutti i partiti del cosiddetto centrosinistra che ha governato per decenni la città oggi metropolitana di Napoli dopo gli anni ruggenti del laurismo.

Le mani sulla città è un film drammatico italiano del 1963 diretto dal socialista Francesco Rosi. Film di impegno civile, è una spietata denuncia della corruzione e della speculazione edilizia dell’Italia e di Napoli degli anni Sessanta. Nel film Renzo Farinelli, redattore capo dell’Avanti! di Roma, interpreta la parte di Antonio Caldoro, all’epoca capogruppo socialista al Consiglio comunale di Napoli, mentre per il ruolo del consigliere dell’opposizione De Vita (Pci), Rosi utilizzò il sindacalista, poi senatore del Pci, Carlo Fermariello.

L’erede del Fermariello è stato Bassolino è stato il Presidente della Regione Campania della destra di Salvini e Berlusconi, Stefano Caldoro, concretizzando uno dei più grandi ossimori del nostro Paese: il “socialismo” di destra. L’unico razionale che lega queste due eredità disperse lo si può ritrovare solo nella famosa quanto incompleta frase attribuita all’onorevole Andreotti : “Il potere logora chi non ce l’ha, ma corrompe inesorabilmente chi ne ha troppo o per troppo tempo”.

Gli anni Sessanta a Firenze sono stati gli anni della presenza attiva e politicamente rilevante anche dei socialisti nel governo collegiale del centrosinistra guidato dal sindaco democristiano Giorgio La Pira. Durante il suo secondo mandato come sindaco, La Pira realizzò, per la prima volta nel dopoguerra, e sostanzialmente unico tra le grandi città d’arte e/o metropolitane di Italia, un vero piano regolatore generale della città di Firenze, studiato e promosso dall’urbanista Edoardo Detti. E’ stato quel piano regolatore del centro sinistra a Firenze che ha donato l’equilibrio urbanistico di cui ancora oggi gode questa nostra grande città d’arte.

E’ stato il piano regolatore mai approvato a Napoli che oggi fa crollare interi palazzi a Napoli e consente a milioni di litri di benzina accumulati nei depositi nel Porto al centro di Napoli, di coesistere di fianco a centinaia di migliaia di gas petrolio liquefatto gpl esplosivo in pieno centro storico, di fianco all’Ospedale del Mare e in piena “zona rossa” del Vesuvio, dove sono previsti, in caso di minima eruzione, non meno di 300 kg di ceneri bollenti per metro quadro di deposito di benzina o di Gpl.

La Napoli degli esclusi nel vuoto di anima della politica si è ritrovata almeno Luigi de Magistris: troppo solo e troppo attaccato, Può anche essere considerato “l’Higuain” della legalità a Napoli, ma gioca troppo solo, troppo triste e troppo arrabbiato. Per fargli ritrovare il sorriso “giocando, è stato necessario un cartellino rosso dell’’arbitro’” Severino che lo ha rigettato in strada, consentendogli una ultima parte di mandato più sorridente oltre che più efficace. Diventa così quasi impossibile governare con efficacia non dico il bilancio, ma finanche le buche della città ormai metropolitana.

L’esistenza stessa di Terra dei Fuochi è stata negata, con il suo terribile peso di morti e malattie, per mantenere una parvenza di decoro sul piano etico in un centrosinistra che in vent’anni non solo non ha fatto nulla per lenire le ferite di “mani sulla città” ma ci ha aggiunto il peso insopportabile della suicida autoreferenzialità falsa e bugiarda innanzitutto sul piano etico-politico e del sistema delle clientele che non poteva non essere colluso alla camorra.

La destra di Berlusconi e della Lega ha ringraziato, ha preso possesso del potere nazionale e del nord del paese, e ha mantenuto gli “zombie” del centrosinistra vivi e ancora apparentemente vitali in Campania per la giusta rivendicazione del falso storico della superiorità etica della sinistra rispetto alla destra laurina, berlusconiana e oggi leghista.

Abbiamo registrato lo sfascio della Sanità e quello dei rifiuti, che ancora oggi non si vuole identificare in quelli speciali, industriali e tossici prodotti in regime di evasione fiscale e non in quelli urbani. Tutto si deve negare da parte dei governi, tutto si deve solo urlare senza costrutto o dai cittadini schifati dalla politica o da partici politici che si vergognano di chiamarsi tali e si fanno chiamare solo “Movimento”.

Io ho detto basta: senza valori ideali di riferimento, senza impegno diretto delle professioni nelle “acque sporche” della politica, che insieme a uomini indegni ha conosciuto tanti uomini degni come Giorgio La Pira, Altiero Spinelli, Ignazio Silone, siamo destinati al suicidio senza neanche combattere.

Mercoledì scorso mi sono candidato alla primarie del centrosinistra per la mia città di Napoli su proposta del Psi di Napoli: “l’ Avventura di un povero cristiano” contro la eccezionale macchina di potere ancora bene oleata di tutti i “Maradona” delle clientele.