Che ci fanno insieme Daniel Dae Kim, Josh Holloway, Jorge Garcia ed Henry Ian Cusick? Ufficialmente festeggiano il Giorno del Ringraziamento, ufficiosamente i fan sperano che i quattro attori si incontrino anche sul set, magari in una delle serie che li vedono o vedranno protagonisti… questo detto che in Hawaii Five-0 già appaiono gli ex interpreti di Jin e Hurley, mentre ‘Desmond’ è nel cast di The 100 e prossimamente vedremo Sawyer in Colony (sceneggiata dall’ex Lost Carlton Cuse), quindi il calendario di tutti gli attori è abbastanza pieno anche senza reunion lostiane di sorta.

#Lost Boys 2015 @hicusick, @officialjoshholloway, @pronouncedhorhay and yours truly #Friendsgiving

Una foto pubblicata da Daniel Dae Kim (@danieldaekim) in data:

Sono due le foto – tra chitarra, bicchieri, un divano e tanti sorrisi che fanno sognare i fan di Lost, una pubblicata da Dae Kim con gli hashtag #Lost Boys 2015 e #Friendsgiving, l’altra da Garcia che ha ricordato come i quattro si siano ritrovati insieme “Proprio come ai vecchi tempi”. E chissà che i vecchi tempi – o meglio, Lost – prima o poi non ritorni in tv: detto che Damon Lindelof e Cuse considerano chiusa la loro storia (e che difficilmente senza di loro gli storici attori torneranno sul set di una serie che ha fatto la storia della tv), oltre un anno fa, in occasione del decennale del debutto di Lost, Cuse non aveva escluso un revival, pur senza volervi prendere parte in prima persona. “Disney possiede il marchio Lost – aveva spiegato nel settembre del 2014 – ed è un marchio che ha fatto un sacco di soldi, quindi se io e Damon abbiamo raccontato la nostra storia, forse un giorno arriverà qualcuno che, rifacenosi a quanto già andato in onda, ispirato dalla nostra versione dei fatti, voglia raccontare la sua”. Lo sceneggiatore aveva fatto poi l’esempio de Le Cronache di Narnia, libri scritti da CS Lewis raccontati da punti di vista differenti e in diverse epoche storie e aveva confessato di ritenere “inevitabile” che prima o poi qualcuno ci avrebbe provato anche con Lost.

Quel qualcuno però non saranno Cuse e Lindelof, che nell’aprile 2014 spiegavano di non aver fatto alcun piano per un sequel o un film: “The End (titolo della puntata finale, ndr) si chiama così per una ragione è la fine della storia che volevamo raccontare. Non ci sono piani per un revival, forse prima o poi ABC farà un reboot di Lost perché è un franchise che vale, e ci saranno degli sceneggiatori brillanti con delle idee che piaceranno al network, non mi arrabbierei se ci fosse un revival ma noi abbiamo raccontato la storia che volevamo e che per noi ha un finale di senso compiuto”.

Certo, va detto che le dichiarazioni sono da prendere con un po’ di scetticismo: se nel 2009 Lindelof, a proposito del finale di Lost, aveva spiegato che sarebbe un errore lasciare delle domande in sospeso nello show e che la serie avrebbe dovuto avere un senso di conclusione, successivamente Cuse, sempre a proposito del finale, aveva spiegato che “non c’era modo di rispondere alle domande, abbiamo provato a dare risposte ma ci siamo trovati a stravolgere la trama, mettere nella storia qualcosa che non appartiene alla storia che volevamo raccontare. (…) Mi sembra che abbiamo dato una risposta a molte delle domande più grandi dello show, ma non c’era un altro modo possibile per mandare avanti uno show misterioso per 121 episodi e chiudere tutte le questioni in sospeso”. E male che vada, non resta che sperare in J.J. Abrams, che ha praticamente abbandonato la serie agli inizi ma che sei anni fa non escludeva un film di Lost per il cinema: “Se sapremo sviluppare la sceneggiatura giusta c’è una possibilità, ma ci vuole una storia nuova e in parte indipendente dallo show tv”. Ma chissà quanto un Lost poco affine alla serie tv piaccia ai fan che ancora sognano con la foto di quattro protagonisti…