“In questi giorni ho letto che siamo stati un esempio. Se questo è stato vero anche solo in minima parte, voglio dedicarlo a tutti i Valeria e Andrea che non si arrendono”. Sono queste le parole che Alberto Solesin ha pronunciato davanti al feretro della figlia, in una piazza San Marco listata a lutto e affollata da centinaia di amici e semplici cittadini arrivati per dare l’ultimo saluto a Valeria Solesin, la ricercatrice 28enne uccisa al Bataclan e unica vittima italiana delle stragi di Parigi. La cerimonia civile è iniziata alle 11 ed è stata aperta dall’inno di Mameli e dalla Marsigliese. Hanno partecipato i rappresentanti delle comunità religiose e il capo dello Stato Sergio Mattarella.

Papà: “Ripenso a Valeria a Parigi, sognava un futuro migliore”
La salma è partita da ca’ Farsetti, sede del Comune, dove è stata allestita la camera ardente, con un corteo dei gondolieri che l’ha portata fino a piazza San Marco sorvegliata da misure di sicurezza eccezionali. Alberto Solesin, abbracciato dalla moglie, ha voluto ringraziare “i rappresentanti delle religioni, cristiana, ebraica e musulmana presenza compiuta in questa piazza e simbolo del cammino degli uomini nel momento in cui il fanatismo vorrebbe nobilitare il massacro con il richiamo ai valori di una religione”. “Ripensando a Valeria non voglio isolarla dal suo contesto parigino, dall’università e dai bistrot dove tanti ragazzi immaginano un futuro migliore – ha continuato il padre – In questi giorni acerbi abbiamo avuto uno straordinario senso di vicinanza, un pensiero che ora vogliamo rivolgere alle altre famiglie delle vittime”. Poi un ultimo pensiero “a nostro figlio Dario che, oltre a una sorella, ha perso un riferimento, e al suo compagno Andrea, che è uno di quelli che non si arrendono”.

“Cultura dei terroristi ci fa inorridire ma non ci intimidisce”
I rappresentanti delle comunità religiose hanno accolto l’invito del padre e sono intervenuti per lanciare messaggi contro il terrorismo. Il primo a prendere la parola è stato il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia: “La vostra cultura ci fa inorridire ma non ci intimidisce. Ci sgomenta perché indegna dell’uomo, ma ci fortifica nell’opporci ad essa con ogni nostra forza sul piano culturale, spirituale, umano”. L’Imam Hamad Al Mohamad ha invece voluto rivolgere una preghiera affinché “Allah abbia Valeria e tutte le vittime nella sua gloria, e di aiutare la sua famiglia e di proteggere l’Europa, l’Italia e questa città dal male e di pacificare le nostre anime”. “Le parole che hai sentito, Valeria, ti accompagneranno nella tua vita eterna. Noi pensiamo che i giusti non moriranno mai”, detto Scialom Bahbout, rabbino capo di Venezia.

Ministro Pinotti: “Valeria ci mancherà molto”
Ai funerali ha partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre il presidente della Repubblica francese Francoise Hollande ha inviato un messaggio di cordoglio: “Condivido il dolore della famiglia, famigliari e di tutta l’Italia. Valeria era venuta da noi in Francia per amore della vita e della cultura e ha trovato la morte sotto il fuoco dei terroristi”. In rappresentanza del governo è arrivato il ministro della Difesa: “La forza, l’amore, la civiltà, la compostezza della famiglia Solesin non lasciano alcun dubbio su quanto meravigliosa fosse Valeria. Ci mancherà molto”, ha detto nel suo intervento Roberta Pinotti. Presente anche il fondatore di Emergency Gino Strada. Il sindaco Luigi Brugnaro ha annunciato nel suo intervento che “il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione dal titolo ‘né con rabbia, né con paura ma per un ponte di paca con l’obiettivo di promuovere un dibattito diplomatico internazionale dedicato alla pace nel Mediterraneo”.