Un qui pro quo, per non dire un errore diplomatico, quello che si è registrato nelle scorse ore al Teatro alla Scala di Milano. Il direttore del corpo di ballo, il russo Makhar Vaziev, pur avendo già firmato un contratto triennale per la direzione del corpo di ballo dello storico teatro milanese, ha cambiato improvvisamente idea: presto infatti volerà in Russia per dirigere il corpo di ballo del Teatro Bolshoi di Mosca.

Una notizia, questa, di cui il Teatro alla Scala è venuto a conoscenza solo tramite un comunicato stampa dello storico Bolshoi, cosa che certo va a creare non poco imbarazzo e un tantino di sconcerto. Il contratto che il principale teatro milanese aveva ingaggiato con Makhar Vaziev, e che prevedeva una sua permanenza di altri tre anni alla Scala, era stato perfezionato da pochissimo, poco meno di due mesi or sono, esattamente il 3 di settembre. Evidentemente però il celebre teatro russo avrà saputo conquistare il cuore del ballerino che ne curerà la direzione del corpo di ballo a partire dal prossimo marzo 2016. Classe 1961, Vaziev è nato ad Alagir, nell’Ossezia Nord, sulle montagne del Caucaso, al confine russo con la Georgia.

È entrato all’Accademia “Agrippina Vaganova” dell’odierna San Pietroburgo nel 1973, nella classe di Jurij Umrikin, e si è diplomato nel 1981. Già a partire dal 1979 ha cominciato a danzare con il Balletto del Kirov, in cui è stato ufficialmente ingaggiato nel 1981, dopo il diploma. Dall’aprile 1995 al marzo 2008 ha diretto poi il Balletto Kirov del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, ampliandone, nei tredici anni di direzione, a dismisura il repertorio, fino a includere opere contemporanee. Presente alla Scala già dal 2009, Vaziev subentrerà, nel suo futuro incarico, a quel Sergei Filin già noto alle cronache di tutto il mondo per l’aggressione con l’acido di cui fu vittima e che, oltre a sfigurarlo, lo portò a perdere parte della vista.

Un’aggressione che aveva portato a galla, evidenziandola agli occhi dell’opinione pubblica di tutto il mondo, una rete di gelosie e corruzioni varie che aveva sporcato il buon nome del Bolshoi, ma nonostante la quale Filin aveva comunque continuato a dirigerne la compagnia di ballo. Era già da luglio però che si conoscevano le intenzioni del Teatro moscovita, tempio del balletto mondiale, di non rinnovare il contratto a Filin. Nel frattempo la Scala di Milano si prepara ad accogliere il nuovo direttore del proprio corpo di ballo, come precisa nel comunicato stampa inviato ieri alle redazioni dei giornali: “Il Teatro alla Scala provvederà in tempi brevi alla nomina di un nuovo Direttore del Ballo.

Il Sovrintendente, d’intesa con il Direttore Principale, valuterà i candidati che possano corrispondere al grande livello del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala”, andando infine a precisare che, a scanso di ulteriori possibili equivoci, “Tutti gli appuntamenti della Stagione di Balletto annunciati per i prossimi mesi restano confermati”. Alla Scala però gli inconvenienti non finiscono qui: è infatti con un comunicato di questa mattina che il teatro lombardo annuncia la cancellazione da parte della celebre soprano Cecilia Bartoli per l’atteso concerto conclusivo del Festival delle Orchestre Internazionali, previsto per questa sera.

La decisione della grande cantante romana, dovuta a quanto pare a un grave raffreddore, è stata accompagnata dalle seguenti parole: “È con grande tristezza e delusione che rinuncio a questo concerto, cui tenevo particolarmente. Ho sperato fino all’ultimo di essere in grado di cantare questa sera, ma alla fine non è stato possibile”. Nessuna paura però, il Teatro alla Scala, nella persona del sovrintendente Pereira, si impegna fin da subito a trovare una nuova data per riprendere il concerto della Bartoli, mentre, nel frattempo, l’obiettivo è quello di individuare il nuovo direttore del proprio corpo di ballo. Voci di corridoio danno per grande favorito Roberto Bolle, il celebre ballerino che proprio alla Scala, a soli dodici anni, fu notato da Rudolf Nureyev che decise di affidargli la parte di Tadzio nell’opera Morte a Venezia. Intanto quel che è certo è che una nuova stagione si sta aprendo, con questo cambio di direzione, nel principale teatro milanese.