Giunto alla sua trentesima edizione, venerdì 23 ottobre Romaeuropa Festival, uno tra i più importanti appuntamenti europei con la musica dei nostri tempi, ospiterà presso il MACRO (Museo d’Arte Contemporanea) di Roma un evento imperdibile. I Voxnova Italia, ensemble vocale totalmente dedito all’esplorazione della musica del XX secolo, eseguiranno, in prima mondiale, Aus den Skizzenbücher 1960 (Dai taccuini del 1960) di Mary Bauermeister, esponente di spicco del movimento Fluxus e moglie di uno tra i giganti della musica del XX secolo, Karlheinz Stockhausen. Insieme ad Aus den Skizzenbücher 1960, i Voxnova Italia eseguiranno anche Stimmung, brano di Stockhausen del 1968 dedicato proprio alla Bauermeister. La grande ed eclettica artista di Francoforte sul Meno, che per l’occasione sarà presente in platea, non ha mai rilasciato interviste a testate giornalistiche italiane…prima d’ora!

La ricerca ha caratterizzato tutta la vita sua e di suo marito, Karlheinz Stockhausen. Crede esista oggi un certo abuso dei termini ricerca, sperimentazione e avanguardia?
La curiosità è sempre un elemento imprescindibile nella ricerca, la sperimentazione e l’avanguardia. Preservare ciò che si è acquisito (conservare) e andare verso nuove esperienze, nell’arte e nella vita.

Cosa significa per Mary Bauermeister fare ricerca? Cosa implica un processo di sperimentazione?
Avere la mente aperta. Osare nel lasciar andare i concetti, i manifesti e ogni tipo di fondamentalismo.

Lei afferma che “non è necessario rimanere all’interno della sfera professionale del proprio mestiere” e che “quando i musicisti dipingono, gli architetti ballano, i pittori fanno musica o compongono succede spesso o quasi sempre qualcosa di inaspettato”. Non ritiene dunque necessario essere sufficientemente preparati per esprimersi in una determinata disciplina artistica?
Credo sia molto importante la disciplina in qualunque processo di apprendimento. Il modo in cui si impara può essere poi “tradotto” in molti e differenti media. Faccio riferimento anche al pensiero del filosofo Gendlin sull’ “incrocio” dei modelli nel processo di apprendimento

L’estate precedente la composizione di Stimmung, che i Voxnova Italia eseguiranno il 23 ottobre a Romaeuropa Festival, lei e suo marito avete conosciuto, in Messico, la cultura Maya: quanto ha inciso questo incontro sulla realizzazione di quest’opera?
Il “brusio” armonico in origine era quello di nostro figlio Simon di sette mesi. Io vivevo negli Stati Uniti, a Long Island in una casa sulla spiaggia. Cantavo a Simon una ninna nanna e lui canticchiava con me. Stockhausen era affascinato dalla voce del bambino e dalla sua produzione di armonici. Il recitativo dei nomi degli dei su differenti armonici è stato certamente influenzato dal viaggio in Messico.

Cosa lega Stimmung a Aus den Skizzenbücher 1960, il brano da lei composto e che i Voxnova Italia eseguiranno in prima mondiale a Romaeuropa Festival?
Aus den Skizzenbücher 1960 è nato dall’imitazione della tecnica dei compositori seriali. Loro hanno inventato metodi di combinazione nei quali il risultato non era il punto centrale. Ascoltando e scrivendo erano essi stessi stupiti da quello che veniva fuori. In questo senso ho pensato alla musica come una sorta di idea a prescindere dal risultato.

Quella sua e di Stockhausen è una lunga storia d’arte e di grande amore. Avete lavorato molto insieme e, come romanticamente afferma all’inizio del suo libro, rimane profondamente innamorata di suo marito. Quali sono gli elementi, i punti, le alchimie che hanno determinato la vostra grande unione? 
Eravamo su frequenze molto simili. I nostri livelli energetici erano armonizzati e i nostri talenti si supportavano l’un l’altro.

Esistono giovani compositori, giovani artisti italiani che lei ha avuto modo di osservare e che crede possano arrivare a incidere positivamente nel panorama artistico italiano e internazionale?
Il tempo dei grandi eroi, dei maestri, dei geni, è in declino. Credo che molti artisti in tanti paesi abbiano contributi importanti da dare al mondo, poiché il loro strumento è l’intuizione, l’ispirazione. La società ha bisogno di persone sensibili per ricevere il futuro.

Relativamente a Aus den Skizzenbücher 1960 lei parla di composizione pittorica per i 6 sensi. Vuole spiegarci meglio di cosa si tratta? E qual’è il sesto senso?
Il senso dell’intuizione, della precognizione. Comunicare su livelli più sottili. La composizione è pensata come un brano di musica “solida”. I parametri che si possono rintracciare nella musica, possono essere applicati all’arte, all’olfatto, al cibo.

Sia lei che Karlheinz Stockhausen siete sempre stati caratterizzati da una grande curiosità verso ogni forma d’espressione artistica: esiste qualche linguaggio che non ha sperimentato e che intende sperimentare in un futuro prossimo?
Da alcuni anni mi metto in ascolto della forma musicale dei paesaggi, ogni cosa ha una frequenza. Mi auguro di poter entrare ancor di più in questo mondo. Da quando percepisco musica sferica nella mia vita ogni cosa produce frequenze, e nonostante le differenze che si possono percepire, tutto funziona nell’insieme, e la disarmonia può esistere nelle forme.