“Voglio che le mie figlie mi vedano solo come mamma e non come un’attrice!”. Monica Bellucci, 51 anni portati con splendore, è fiera del suo ruolo materno sia nella vita che nel piccolo film canadese Ville-Marie per il quale è stata ospite alla Festa del Cinema di Roma. Morbida sotto un magnifico abito floreale e statuaria sopra almeno 15cm di tacco, Monicà appare genuina come sempre davanti ai giornalisti: una diva “umana” che ben conosce i propri limiti.

Alla vigilia di vederla versione glamour da novella Bond Girl nell’attesissimo Spectre di Sam Mendes (uscita italiana 5 novembre), nell’opera seconda del giovane Guy Edoin dal Quebec incarna il personaggio di Sophie Bernard, una famosa attrice europea in trasferta professionale a Montreal dove vive suo figlio 20enne, che non vede da tre anni. Il rapporto tra i due non è idilliaco, e ancor meno lo diventa all’ennesimo rimando da parte della madre di rivelargli l’identità del padre che non ha mai conosciuto. A cornice della vicenda madre-figlio s’inseriscono i fatti e le vite dell’ospedale Ville-Marie, che in qualche modo vanno a coinvolgere le esistenze dei protagonisti. Il copione ha emozionato la Bellucci che ha accettato di imbarcarsi in questo ruolo “assai temibile, perché altamente emotivo”, ma si è fidata del talento del regista, che già l’aveva colpita col suo film d’esordio Marécages, selezionato nel 2011 alla Settimana della Critica di Venezia.

Nel film è appunto una madre/attrice che trascura il ruolo materno finché un incidente al figlio non la obbliga a togliersi la maschera e spogliarsi dei panni da star per dedicarsi completamente a lui. La sequenza è emblematica: Monica/Sophie entra nel bagno dell’ospedale, si leva sia il trucco mostrando le rughe e i segni di dolore, sia la camicetta rimanendo in uno stretto bustino color carne dal quale fuoriescono le sue sovrabbondanti forme. Bellissima ma da donna matura, la Bellucci è consapevole di queste sue trasformazioni che accetta con serenità: “La bellezza è un dono, si ringrazia per averlo ma non bisogna esserne fieri. La ricerca personale invece riguarda tutti, io la faccio attraverso il mio lavoro nello scegliere ruoli che mi fanno crescere. Oggi posso interpretare personaggi diversi da 15 anni fa e forse incarno un tipo di bellezza diversa che però si adatta meglio alla vita vera. Il corpo invecchia, l’anima no“.

Dotata di nuova saggezza, l’attrice ricorda di essere madre di due figlie: “Una ha 11 anni e mezzo ed è più alta di me e l’altra ne ha 5: ancora non mi hanno dato preoccupazioni, ma il margine è breve prima dell’adolescenza della maggiore. La mia esperienza è diversa da chi è madre di un figlio maschio, per diventare Sophie ho quindi chiesto consiglio ad amiche che sono mamme di maschi. Quanto all’essere attrice e mamma, posso assicurarvi che non ho mai conosciuto figli di attrici o attori che non abbiano sofferto: è per questo motivo che voglio che le mie ragazze mi considerino solo una mamma”. Impegnatissima, Monica sta terminando le riprese con Emir Kusturica: “Poi mi prenderò una lunga vacanza. Anche se sto pensando per il prossimo anno di recitare in una commedia. È difficile trovare commedie scritte bene, mi guarderò attorno. Adoro l’idea di far ridere”.