Il mondo festeggia oggi i 30 anni di Ritorno al futuro. Il 21 ottobre 2015 è la data che Doc e Marty impostano sulla loro “macchina del tempo”: all’epoca delle riprese era il futuro, oggi è il presente. Mentre appassionati, cinema e televisioni celebrano il “Back to the future day” – la trilogia in onda domani dalle 19.30 su Italia 1 – c’è chi il suo assaggio di futuro se lo gusta tutti i giorni. Sono gli appassionati della DeLorean DMC-12, auto costruita in poche migliaia di unità in Irlanda del Nord e Texas dal 1981 al 1983, diventata famosa proprio grazie ai film interpretati da Michael J. Fox e Christopher Lloyd. “Nel mondo ci sono circa tremila esemplari ancora funzionanti”, spiega a Ilfattoquotidano.it Giacomo Scarcello, presidente del Club italiano DeLorean, “di cui 30-40 in Italia”.

Una di queste è proprio di Scarcello, che ci ha accompagnati in un breve giro sulla sua vettura in occasione della presentazione del nuovo impianto di biometano nel centro di compostaggio Montello: il consorzio italiano compostatori Cic ha portato lì l’auto di Ritorno al futuro a ricordare che già trent’anni fa il film anticipò l’uso degli scarti organici per autotrazione. “Ho comprata la mia DeLorean a 19 anni”, racconta Scarcello. “Quando da ragazzino vedevo Ritorno al futuro pensavo che l’auto fosse un oggetto di scena. Poi ho scoperto che era un’auto vera, e che si poteva comprare a un prezzo accettabile. Così ho vinto un’asta su eBay per un esemplare del 1981, me l’ha venduta un californiano. L’ho pagata circa 12.000 dollari all’epoca, era stata lasciata 15 anni alle intemperie ed era tutta di rifare”. Scarcello l’ha rimessa a posto pezzo per pezzo, motore e cambio compresi. “Meglio che non pensi a quanto ho speso”, dice all’inizio, poi rivela di averci investito circa 40.000 euro “spalmati su 10 anni, quindi non mi è pesato troppo”.

Al di là del film, spiega il presidente del Club DeLorean, la DMC-12 è un’auto interessante dal punto di vista ingegneristico e dello stile. Disegnata da Giorgetto Giugiaro, ha la carrozzeria in acciaio inox ed è costruita secondo canoni di sicurezza molto avanzati per l’epoca. Le porte ad ala di gabbiano sono pesantissime e dotate di barre antintrusione. Ma quando si aprono, sembrano leggere grazie a un’interessante soluzione costruttiva: sono fissate alla carrozzeria con una barra di torsione, infatti il pistone laterale non serve a sollevarle, bensì a connettere la salita, che sarebbe “esplosiva”. È solo una delle caratteristiche tecniche che Scarcello ci illustra con l’enfasi dell’appassionato. “L’unico problema di questa macchina è che ha tutto il peso al posteriore, con il motore PRV V6 di 3.8 litri di Peugeot-Renault- Volvo montato a sbalzo. Eppure rimane un’auto facile da guidare, perché è stata pensata come una macchina ‘da ricchi’“, come testimoniano anche gli interni spaziosi e rivestiti di pelle. “La DeLorean non va molto forte ma è comodissima, silenziosa e sicura per gli standard dell’epoca, perché votata al confort e all’eleganza più che alle prestazioni”.