Anche un social può essere per sempre. Nella letteratura di ogni epoca e di molte civiltà si ripresenta la Fonte dell’eterna giovinezza, la leggendaria sorgente simbolo d’immortalità e di eterna gioventù alla ricerca della quale si metteva chiunque ne avesse bisogno, di cui già Erodoto parlava nelle sue Storie e tra cui troviamo quella della foresta di Broceliande, nel cuore della Bretagna – scenario delle gesta di Re Artù e dei Cavalieri della tavola Rotonda e dimora di Mago Merlino – che ancora oggi resta tra le più famose e visitate del mondo per la magia e i misteri che custodisce e la suggestività del luogo.

Oggi, invece, a regalare il miracoloso elisir di lunga vita, sogno inseguito per secoli dalla scienza e dalla medicina, c’è Eter9 (acronimo delle parole ‘Eternity’ e ‘Cloud 9’, dall’inglese “essere al settimo cielo”), un nuovo social network che continua a pubblicare sia quando si è offline che dopo la morte di un utente attraverso un elemento chiamato “controparte” che può postare contenuti e commentare 24 ore su 24. Certo, è solo un elisir di lunga vita digitale ma è pur sempre un inizio. Un inquietante esperimento di intelligenza artificiale accolto inizialmente con un po’ di diffidenza, che al momento però sta riscuotendo un enorme successo in tutto il mondo e sembra destinato a diventare il social di riferimento dei prossimi decenni perché supera addirittura il concetto di “testamento digitale”, quello che permette all’utente di designare un parente o un amico per gestire post-mortem i propri dati in rete.

Lanciato per ora in versione sperimentale e testato su circa 5mila utenti che popolano la “corteccia”, ovvero l’equivalente della bacheca di Facebook, si basa teoricamente su un concetto molto semplice: immagazzinare informazioni imparando le abitudini degli utenti, studiando tutto quello che hanno pubblicato nel passato, analizzando a fondo ogni singolo contatto con cui hanno interagito per poi vivere di vita propria pur senza l’input della persona fisica. Una sorta di alter ego, dunque, che scandaglia nel dettaglio la nostra attività social per imparare la nostra personalità e capire cosa potremmo postare in futuro, fino a sostituirsi a noi per l’eternità e farci vivere anche da morti.

Ad avere quest’idea quasi diabolica e a creare questa nuova piattaforma è stato un programmatore portoghese, Henrique Jorge, con l’obiettivo di provare a costruire questo sistema di intelligenza artificiale attraverso l’acquisizione di dati da altre piattaforme, ad esempio Facebook, come spiega lo stesso Jorge. Il funzionamento è simile a quello di tutti i social: si può “sorridere” a un contenuto (ed è come mettere un “like”), pubblicare post, commentare. La differenza è che si possono adottare utenti virtuali (i Niners) come assistenti e ovviamente intrattenere rapporti con profili che, senza saperlo, sono magari gestiti in automatico. Una creatura mostruosa simile a quelle mitologiche, però in versione digitale, che si muove senza nessuna soluzione di continuità tra vita e morte, tra online e offline, tra ego e alter ego. Per gli iscritti il countdown è partito, certamente non partirà la gara per chi scriverà il primo post dall’oltretomba.