Tu ci metti il salotto, il pubblico, e magari una cena. Loro ci mettono la band. È il rito degli house concerts, ovvero una delle nuove frontiere della musica live, che consiste nel far suonare gli artisti in una casa privata, davanti a una platea intima di circa 50 persone. La formula del live in appartamento non è del tutto nuova, è stata mutuata infatti dagli Stati Uniti e dall’Inghilterra, dove l’offerta musicale è così vasta che molte realtà sono costrette a battere circuiti alternativi per farsi conoscere, superando così gli ostacoli imposti dai direttori artistici e dai locali. In Italia il fenomeno è sempre più in crescita, e anno dopo anno vede affacciarsi nuovi promotori sempre più organizzati. Gli house concerts piacciono a tal punto che non sono più soltanto una prerogativa delle band indie-rock o punk, ma accolgono anche proposte più “popular”.

Una delle realtà più strutturate è quella degli “home secret gig” di SofarSounds, un movimento di concerti segreti nato nel 2009 a Londra da un’idea di Rocky Start, Dave Alexander e Rafe Offer. Inizialmente il concept nasceva da una protesta/proposta a fronte della difficile situazione dei live all’interno dei pub, spesso troppo rumorosi per prestare la giusta attenzione ad un artista emergente. I fondatori di Sofar hanno così cercato un modo per restituire dignità all’esibizione dal vivo, e hanno trovato negli appartamenti privati il luogo ideale. Assistere ad un concerto di Sofar è un piacevole salto nel vuoto: dopo esserci iscritti gratuitamente al sito, ogni mese si riceve una e-mail con l’elenco delle città che ospiteranno un concerto nel mese successivo. Scelta la città, l’indirizzo esatto dell’evento non sarà reso noto sino a 48 ore prima del live. Una volta giunti sul posto si scopre chi suona, e molto raramente si torna a casa delusi. L’idea ha avuto così successo da imporsi in 183 città. Tra queste ci sono 8 città italiane, grazie ai promoter di Splitgigs e AstarteAgency che hanno trapiantato il format anche nella Penisola.

Un’altra realtà in crescita è quella di Guestar, una piattaforma web made in Italy nata nel 2014 che fa incontrare fan con casa libera a disposizione e band in tour. In questo caso il fattore sorpresa non c’è, tuttavia i fan dovranno “guadagnarsi” l’attenzione degli artisti attraverso una competizione. Se Dargen D’Amico oppure Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo suoneranno in quel salotto, e non in un altro, dipenderà dal modo con cui sarà presentata la location. I nomi citati sono quelli degli artisti che hanno aderito al progetto sin dalla prima ora, mentre altri nomi si aggiungeranno al roster curato da Spaceship Management.
Scendendo ancora di più nel “local”, troviamo sigle che agiscono in una sola città. È la storia di SYH, nato a Pisa nel 2013 da un’idea di Davide Cappai, il quale militava nella formazione punk Wanderlust. Le difficoltà di trovare un locale dove suonare spinsero la band a cercare palchi anche nelle case degli amici, coinvolgendo altri gruppi a supporto. Alla fine loro hanno smesso di suonare, a vantaggio di altre 25 band, tra cui anche i Bud Spencer Blues Explosions. La sigla SYH rimanda a “Smashing Your House”, ovvero “manda a puttane la tua casa”, un simpatico comandamento punk che lascia intuire come questi concerti non siano proprio colonne sonore per sorseggiatori di brandy.

E dopo il punk e dintorni, la casa è anche il luogo amato anche da alcune voci pop italiane. L’ultimo in ordine di tempo ad essersi prestato a concerti domestici è Giovanni Caccamo. Il vincitore di Sanremo Giovani (e prossimamente ospite al Medimex di Bari il 31 ottobre) ha riservato ben 10 date al suo “Live at home 3.0”, entrando nei salotti di mezza Italia e d’Europa. Unici titoli richiesti: avere un pianoforte, una sala per contenere sino ad un massimo di 100 persone, ed essere in possesso di una copia del suo ultimo album “Qui per Te”. Se avete una casa spaziosa e vicini tolleranti, da oggi sapete come organizzare il vostro Coachella domestico.