C’è chi aspira a diventare un astronauta, chi una modella, chi un calciatore; almeno una volta nella vita, però, tutti abbiamo sognato di vestire i panni di un supereroe e, una volta assunte le sue fattezze, di poter compiere gesta straordinarie. Riuscire a coronare il primo sogno è abbastanza semplice: da diversi anni è scoppiata la moda dei cosplayers, con gli appassionati di tutto il mondo pronti a trasformarsi nei propri beniamini. Quant0 al secondo punto, riuscire a emulare le azioni dei propri eroi cimentandosi in imprese impossibili, ci si sta ancora lavorando ma si sono fatti ultimamente notevoli passi avanti grazie alla realtà aumentata. Un fenomeno, in continua espansione, che pare rappresentare il futuro più probabile dei videogame; l’augmented reality (Ar), nel trasformare sempre più gli smartphone in altrettanti lasciapassare per il mondo magico dei Live Action Role-Playing games (Larp), sganciando la giocabilità di un determinato titolo dal controller del giocatore, arriva a far vivere in prima persona, a quest’ultimo, l’esperienza ludica.

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Paradossalmente, grazie alla tecnologia dei cellulari “intelligenti”, si può tornare a essere bambini quando, con uno straccio a mo’ di mantello e un bastone come spada, ci si immergeva con la fantasia in lotte con draghi e orchi. Allo stesso tempo una fontanella o un negozio di un centro commerciale possono diventare portali da difendere a tutti i costi, e poco importa che non ti trovi a Gondor ma a Quartoggiaro: sei pur sempre un guardiano e fai parte di un esercito, molto meno virtuale di quanto ci si possa immaginare (e comunque, in ogni caso, assai meno violento di un esercito reale).

A dare una forte impronta in questo settore è stata la Niantic Labs, la software house che, nel 2012, ha lanciato Ingress, un gioco di strategia in tempo reale – e, per l’appunto, a realtà aumentata – che vanta ormai milioni di giocatori in tutto il mondo. Vi si possono indossare i panni di un agente della fazione degli Illuminati (Enlightened, fazione verde) o della Resistenza (Resistance, fazione blu). I primi sono favorevoli alla colonizzazione della Terra da parte di entità aliene (Shaper) per far evolvere il genere umano; i secondi sono più “tradizionalisti” e tentano di ostacolare in tutti i modi l’invasione extraterrestre.

Ma focalizziamoci ora sul meccanismo di gioco. Ingress si avvia con una serie di missioni di addestramento progettate appositamente per orientare i nuovi giocatori: nelle diverse città del mondo è possibile trovare “portali”, la cui funzione è quella di essere conquistati dalla fazione verde o da quella blu. Sono varie le modalità di interazione con un portale: si può decidere di hackerare – un’azione simile al check-in su Facebook o su Foursquare –, e in questo modo si ricevono oggetti utili per il proseguimento del gioco; si può voler ricaricare, attraverso la barra della vita dei resonators; si può infine conquistare, inserendo resonators collegati al portale. In Italia ogni zona o città ha il proprio gruppo di coordinamento, come gli Enlightened of Rome che, su Google +, raggiungono quasi un totale di 800 agenti. Ogni giorno giocatori da tutto il mondo camminano per chilometri e chilometri per raggiungere portali, allocati sul picco di una montagna o perfino su un’isola, soltanto per creare fields (coperte, nel gergo del gioco), collegamenti tra più portali che creano un trio di segmenti chiusi in cui la fazione avversaria non può creare link.

La Niantic Labs organizza anche eventi ufficiali in giro per il mondo: come Anomaly, cui possono partecipare agenti di qualsiasi livello, dalla semplice recluta al veterano con mille medaglie (di solito eventi del genere si organizzano prima di un raduno per definire il compito di ogni agente nel corso della missione da compiere, in modo da maturare una strategia ben definita e non farsi trovare impreparati di fronte agli avversari). La prossima Anomaly italiana si svolgerà a Milano il 12 dicembre (gli Illuminati hanno vinto le edizioni di Firenze, Bari, Milano, Cagliari e Roma, la Resistenza si è aggiudicata la sola “anomalia” di Palermo). Per ora si contano 7 milioni di agenti che giocano da 82 aree diverse, tra le quali la Groenlandia e le Hawaii (la passione per questo gioco può dunque oltrepassare le barriere naturali, consentendo di raggiungere isole in mezzo all’oceano o luoghi dal freddo glaciale).

Cosplayers, illuminati (ranocchie, per gli avversari) e resistenti (puffi, sempre per gli avversari) si sono dati appuntamento al Romics durante l’ultimo week end.

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di Massimo Arcangeli
Antonio Del Maestro
Sandro Mariani