“Il killer faceva allineare le persone e chiedeva loro se erano cristiani. Se dicevano ‘sì’, gli sparava alla testa. Se dicevano ‘no’ o non rispondevano, gli sparava nelle gambe”….

Patriza Turchi, un’amica psicoterapeuta, mi diceva l’altro giorno che spesso sono le madri i “Mandanti” involontari delle peggiori follie dei figli.
Potrebbe essere il caso di Chris Harper Mercer, 26 anni, il killer del college Umpquaì, in Oregon, che era affascinato dall’Ira e all’Odio per la religione.
Prima di indossare un giubbotto antiproiettile e impugnare un fucile e tre pistole, un arsenale degno della sala della feste della N.R.A (la National Rifle Association), Chris viveva con una mamma molto protettiva, che ammetteva i “problemi mentali” del bambino.

Spesso – racconta Guido Olimpio sul Corriere – la donna si lamentava con l’amministratore della palazzina, perché gli scarafaggi e il rumore dei bambini “davano fastidio a Chris…”.

Il ragazzo-che-odiava-gli-scarafaggi vestiva sempre uguale: maglietta, anfibi e braghe militari in cui nascondeva un carattere ansioso, introverso e taciturno, che si sfogava con una frenetica vita digitale, menando il mouse da mane a sera. Nel suo profilo online si definiva “conservatore”.

vignetta lombezzi