Per diventare fundraiser bisogna essere dei maghi o dei manager? Ho sempre creduto alla seconda finché “Cliff the Magician” mi ha convinto del contrario. Per fare fundraising ci vuole magia!

Per chi non lo sapesse il “fundraiser” è il professionista non profit della raccolta fondi, delle partnership, del rapporto con le aziende e le fondazioni, delle “strategie di funding”. Un profilo (meravigliosamente) complesso e ritagliato su misura per chi viene dal for profit in particolar dagli ambiti comunicazione, marketing e management in generale, per gli studenti di economia, scienze della comunicazione, per i letterati con doti di scrittura creativa e buona comunicativa.

Ma ora Cliff ci dice che in realtà “Non importa da dove venite, per fare fundraising dovete essere maghi”. E lo ha dimostrato al XV Congresso della Associazione Spagnola Fundraiser a Madrid con un’ora e mezza di sorprese, da mago professionista qual è. La sua stessa storia è magica, come tante di quelle vite che passano con successo dal for profit al non profit.

Cliff era un mago professionista e di successo in Inghilterra, ma sentiva che alla sua vita mancava qualcosa. Amava il suo lavoro, i suoi tre figli, ma cercava un maggiore senso. Dopo avere provato a offrire i suoi servizi ai centri anziani ed essere preso per pazzo, tra un’illusione e una disillusione, approda casualmente a quella che si sarebbe dimostrata una certezza della sua vita: Abracadabra, la Fondazione dei Maghi Solidali.

Come tutti i maghi buoni che combattono contro il male perché il bene prevalga, i Maghi di Abracadabra lavorano con i bambini in ospedale, nelle situazioni più gravi, dove ridere è di per sé una magia, dove la realtà può cambiare senza limiti e con essa la speranza. E dove gli aiutanti preferiti e vice-maghi sono piccoli disabili.

Confesso che la mia parte manager – time oriented e sbrigativa – all’inizio ha resistito: “Ma sono venuto qui a perdere due ore per vedere un illusionista da strada con tutto quello che ho da fare”? Poi la meraviglia si è fatta spazio, e ho capito il messaggio di Cliff “Sono la magia, la meraviglia, che cambiano il mondo, togliendolo al cinismo e ai numeri’. E’ stata la foto di un bambino a far svoltare la percezione europea sui rifugiati, non il mare di statistiche in cui tutti affoghiamo disperati.

Ho pensato ad alcuni colleghi e amici cari, come Gianpaolo Montini, Direttore dell’Associazione Peter Pan, grande manager del settore –laurea in ingegneria navale con tesi in propulsione aereo-spaziale e già manager in Telecom Italia. Alla gioia con cui fa il suo lavoro e “dà propulsione” alla organizzazione in cui lavoro; alla meraviglia con cui ti contagia quando racconta dei progressi delle “Case di Peter Pan” dedicate al lungo soggiorno delle famiglie e dei bambini in trattamento oncologico, o alla semplicità umana e professionale con cui ti dice “abbiamo raccolto xx milioni di euro’ perché i soldi sono solo il mezzo e quel che conta sono i bambini.

Ho pensato anche a Maria Carla Cardelli, laureata in statistica economica e già responsabile fundraising di Medici Senza Frontiere, Libera, Ospedale Bambino Gesù. Ora è anche impegnata formare le ‘nuove generazioni’ e da anni racconta agli studenti del nostro Master in Fundraising: “Quando lavorate in una nonprofit come fundraiser professionisti, vi considereranno come maghi e fate, che, senza far spendere nulla, con la bacchetta magica, porteranno un sacco di soldi!”

Anche per questo, oltre che per i suoi capelli biondi ed i grandi occhi azzurri, Maria Carla è stata soprannominata “la fata turchina”. Carla rassegnati, è proprio così, per essere fundraiser bisogna essere dei maghi: trasformare le visioni del futuro in statistiche e strategie, i buoni propositi in donazioni, la disaffezione in partecipazione ed i “babbani” in maghi. Tu intanto continua a insegnare il fundraising, perché- come dimostra Harry Potter, anche i maghi si formano, eccome!