A Sky sono carichi ma muti. Sebbene sia questa, dopo tutto, la prima notizia a proposito di X-Factor 9 in partenza domani, durante la presentazione alla stampa non una parola sulla “promozione” del canale Sky Uno sul numero 105 del telecomando, mossa seguita alla decisione di Mediaset di criptare le sue reti a partire da ieri (lunedì, ndr). Il vicepresidente Andrea Scrosati sorvola sulla “guerra del telecomando”, si limita a confermare l’avanzamento di Sky Uno al numero 105 e di Fox al numero 106. E il canale 104? “Non è questa la sede per parlarne, tutto è in evoluzione”. Ma non c’è bisogno di Sherlock Holmes per arguire che due più due fa quattro, o meglio, Rai4.

Per il resto, meglio lasciar parlare i fatti, ovvero i programmi: niente di meglio di questo X-Factor 9, edizione del talent pilota in Europa ancora più esplicitamente rivolta al pubblico giovane, dove la novità principale è l’apertura delle selezioni alle band musicali di ogni genere oltre ai già sperimentati gruppi vocali. Gruppo è la parola chiave: si lavora sull’affiatamento e sul gioco di squadra anche nel cuore del programma, che come in tutti i talent show risiede nella giuria.

Formazione rinnovata per due quarti, tutta composta da pop star musicali anche in questo caso per la prima volta. Confermati a furor di popolo Mika e Fedez, c’è il ritorno di Elio (“Mi ha spinto a tornare l’ingresso in gara dei complessi, mi piace dirlo in italiano, che sono stati tutta la mia vita di musicista”), mentre la debuttante assoluta è Skin, entusiasta della compagnia e molto impegnata nell’impresa di imparare l’italiano. Per ora gli sforzi della leader degli Skunk Anansie producono uno strano grammelot anglomeneghino, in favore del quale Elio ha voluto spezzare una lancia: “L’italiano di Skin è un caso interessante, proiettato nel futuro. Credo che sarà la lingua parlata da tutti gli italiani tra tre secoli.”

L’era dei talent incentrati sulle scintille e gli scazzi tra giurati sembra definitivamente tramontata in favore dell’energia positiva e delle good vibrations, come si diceva una volta. Più criptato di Canale5 il fantasma col pizzetto di Morgan, altro nome mai pronunciato fino all’inevitabile domanda. Mika è il poliziotto buono: “Il clima stupendo di quest’anno lo dobbiamo anche a Morgan”. Elio è il poliziotto cattivo: “Se c’era Morgan era impossibile che arrivassi io.”

Con la conduzione multivitaminica di Alessandro Cattelan, si parte per sei settimane con le audizioni degli oltre 23 mila convocati (più del doppio del 2014), da cui i giudici hanno scelto i 12 concorrenti. Tutto cambia e tutto torna; una band di ragazzini frulla in versione similpunk nientemeno che Fatti mandare dalla mamma di Morandi, con una sola variazione rispetto al testo originale: “Tu digli a quel coso/ Che sono geloso/ Che se lo rivedo/ Gli spaccherò il…” Indovinate un po’ cosa.

Il Fatto Quotidiano, 9 settembre 2015