Silvio Berlusconi potrebbe comparire di nuova davanti i giudici della procura di Milano: l’ex presidente del consiglio è stato, infatti, convocato per l’udienza del prossimo 17 settembre. In quella data il gip Stefania Donadeo deciderà se inviare al Parlamento la richiesta di autorizzazione all’utilizzo di alcune intercettazioni dell’inchiesta Ruby ter, chiusa lo scorso giugno. La presenza del premier davanti al giudice è in ogni caso facoltativa.

Nelle intercettazioni in questione l’ex cavaliere parlava con due ragazze delle ragazze coinvolte nella stessa inchiesta: Iris Berardi e Barbara Guerra. Le chiamate erano saltate fuori in un’altra indagine, che risaliva al 2012-2013, con al centro una presunta truffa su finanziamenti pubblici ad un imprenditore, coordinata dai pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano e poi archiviata.

Mentre parlavano al telefono con il leader di Forza Italia, le due giovani avrebbero chiesto denaro e utilità in cambio di un loro comportamento processuale favorevole (si erano costituite parti civili nel processo Ruby bis e poi avevano ritirato la costituzione) : i nastri erano quindi stati recuperati ed inseriti nel fascicolo Ruby ter dagli inquirenti. Si tratta, quindi, di telefonate indirette perché non era l’utenza telefonica di Berlusconi, che all’epoca era senatore, ad essere intercettata, ma quella delle due giovani: è per questo motivo che il procuratore aggiunto Pietro Forno e i pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio hanno chiesto al gip di inviare al Parlamento la richiesta di poterle utilizzare nel procedimento.

Il terzo filone dell’inchiesta ribattezzata Ruby, nasce dalla trasmissione degli atti dei giudici del tribunale dei due primi processi, quello in cui era imputato l’ex Cavaliere assolto in via definitiva dalla Cassazione e quello in cui sono stati condannati in appello Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, Dopo l’avviso di conclusione delle indagini recapitato a 34 persone, l’inchiesta si avvia verso la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex cavaliere accusato di corruzione in atti giudiziari.