Neffa è un uomo felice. Oggi esce il suo nuovo album, Resistenza, due anni dopo Molto calmo e dopo una estate in cui il suo singolo Sigarette è stata a sua modo una hit, ben accolta dalle radio e dal pubblico, anche quello più giovane. Neffa è un uomo che per l’ennesima volta prova a cambiare pelle, lasciando da parte i suoni elettronici e sintetici del lavoro precedente e tornando a quelle che lui chiama le sue radici, il soul, il blues.

Difficile parlare di radici, per uno come lui, dalle tante carriere. Prima batterista dei Negazione, band hardcore torinese capace di imporsi in giro per il mondo, poi rapper di spicco della Golden Age, coi Sangue Misto, prima, e in solitaria, poi, accompagnato dai Messaggeri della Dopa. Un rapper, Neffa, capace di inventarsi uno slang, a base di ‘”guaglioni” e “già sai”, che ha fatto scuola e, a parere di chi scrive, è ancora oggi insuperato. Poi una carriera nel pop, lanciato dalla megahit La mia signorina, canzone d’amore per la marijuana, e via via, con tante altre sfumature. In mezzo collaborazioni importanti, anche impensabili un tempo, come quella con J Ax e Suor Cristina.

Neffa è un uomo che ha saputo rinascere, ancora una volta, e ancora una volta si prepara a tornare in scena. Oggi esce Resistenza, nuovo lavoro di studio composto di tredici canzoni messe insieme nel corso di circa un anno, ultima arrivata Twit, scritta a giugno, a disco quasi chiuso, anche se in tracklist c’è finito anche il bluesaccio Giorni e giorni, già scritto ai tempi di La mia signorina. La resistenza del titolo, parola che aveva fatto sussultare i fan del periodo Negazione come quelli della fase rap, è in realtà una resistenza umana, ci spiega, necessaria in un momento in cui tutto passa per la tecnologia, anche i rapporti umani.

Dopo il singolo Sigarette ad accompagnare l’uscita dell’album è uscito Colpisci, brano in apparenza arrabbiato, i realtà malinconicamente fiero, che racconta di come affrontare il destino con dignità. Neffa è un uomo che, archiviata la sua storia d’amore con Nina Zilli, con la quale ha collaborato anche per il di lei album, ha saputo ritrovare un equilibrio, ripartire. Proprio Sigarette, ci dice, è stato il primo brano scritto e non proposto a Nina, perché troppo suo per essere ceduto ad altri. Neffa e la sua resistenza, la sua Resistenza, da oggi sono sotto gli occhi di tutti, le orecchie di tutti, ed è un bel sentire.

Neffa però ha un cruccio. Gli piace molto il Festival di Sanremo, è noto. Ci è anche andato, nella sfortunata edizione targata Simona Ventura/ Tony Renis, e pensa di tornarci, prima o poi. Anzi, pensa di tornarci magari già quest’anno, perché la gestione Carlo Conti gli piace parecchio, si vede, dice, che è mossa dalla passione per la musica. Il suo cruccio deriva da un’intervista in cui Carlo Conti lo ha definito artista di nicchia. Di nicchia lui che, Passione, il brano dato a Ozpetek per Saturno contro è ancora li a testimoniarlo, come la sanremese Le ore piccole, avrebbe voluto tanto essere il nuovo Domenico Modugno, popolare più che pop. Ecco, Resistenza, così classico e tradizionale, magari regalerà a Neffa una vera nuova pelle. Allora sì che Neffa sarà un uomo davvero felice.