“Il presidente Cantone è stato informato di tutti i provvedimenti che abbiamo preso”, ha spiegato il capo di gabinetto della prefettura di Catania, Licia Donatella Massina, a proposito dei “super-stipendi” da 45mila euro al mese riconosciuti a due commissari straodinari incaricati di gestire due aziende coinvolte in un’inchiesta per corruzione nel settore rifiuti e, successivamente, una discarica che la Regione Sicilia aveva deciso di chiudere. Ma le cose sono andate in un modo un po’ diverso. Secondo quanto ha potuto verificare ilfattoquotidiano.it, è stata proprio l’Autorità anticorruzione guidata dal magistrato, il 24 luglio, a chiedere “chiarimenti” al prefetto sui compensi stabiliti. E questo dopo che la stampa locale aveva sollevato il caso, senza peraltro avere a disposizione le cifre precise. Lo stesso capo di gabinetto aveva assicurato a ilfattoquotidiano.it che le retribuzioni erano state pubblicate sul sito internet della prefettura, ma anche questo è avvenuto dopo che il caso era esploso, tanto che la richiesta di rendere pubbliche e trasparenti le cifre è arrivata dalla stessa Anac sempre il 24 luglio.

Nel settembre scorso, su disposizione della stessa Anac, il commissariamento aveva colpito l’azienda etnea Oikos Spa e la laziale Imprese Pulizie Industriali Srl (Ipi) che operano nel settore dei rifiuti con appalti a Catania. Per entrambe la Prefettura aveva nominato un collegio di tre amministratori, tra i quali due commissari con doppio mandato. Qualche mese più tardi gli uffici prefettizi avevano affidato agli stessi due commissari, che percepivano già 20mila euro lordi al mese, una terza consulenza da 25mila euro, per gestire la discarica di Valanghe d’Inverno che per decreto regionale del luglio 2014 doveva chiudere anticipatamente (e invece è ancora aperta). Così il cumulo dei compensi aveva raggiunto la cifra di 45mila euro al mese per l’ingegner Riccardo Tenti (Valanghe d’Inverno, Ipi e Oikos, netto 15.300 euro) e altrettanti per il commercialista Maurizio Cassarino (idem, ma il netto è di 18.900 euro). A questi vanno aggiunti i compensi per altri commissari nominati per le stesse partite: l’ex prefetto Stefano Scammacca (discarica Valanghe, 25mila euro lordi al mese), il generale dei Carabinieri in pensione Carlo Gualdi (Oikos, 8.500), l’avvocato Giuliano Fonderico (Ipi, 9mila). Un monte stipendi di tutto rispetto che ha spinto il parlamentare Pd Giuseppe Berretta a presentare un’interrogazione al ministro dell’Interno Angelino Alfano.

In assenza di limiti stabiliti per legge, l’Anac non ha potuto fare altro che prendere atto dell’entità dei super-stipendi erogati per un incarico pubblico. Ma le cose potrebbero cambiare presto. L’Autorità guidata da Cantone, innanzitutto, ha chiesto a tutte le prefetture italiane i dati sui compensi dei commissari nominati in base all’articolo 32 del decreto Madia, che disciplina appunto gli interventi dell’Anac su aziende coinvolte in inchieste giudiziarie per corruzione e reati simili. In più l’autorità guidata da Raffaele Cantone sta compilando insieme al ministero dell’Interno una serie di linee guida che fissino i tetti massimi sui compensi, e che potrebbero vedere la luce da qui a pochi mesi.