Stoccolma.”Lisbeth Salander è tornata“. Una minaccia per i poteri occulti. Una sinfonia per i milioni di lettori di Millenium, la trilogia di Stieg Larsson, lo scrittore più tradotto al mondo, morto quasi 11 anni fa. Promette di far rivivere la celeberrima hacker, con elementi di novità che ne lasciano intatto il fascino, un altro scrittore e giornalista svedese, David Lagercrantz, che ieri a Stoccolma ha presentato il quarto volume dell’opera, “Quello che non uccide” nella sede della casa editrice Norstedts, insieme alla Publishing manager  Eva Gedin e alla presenza del padre e del fratello di Stieg, tuttora eredi dei diritti d’autore della Trilogia.

L’evento letterario è stato preceduto da polemiche al vetriolo, sia sul piano etico (Stieg non aveva passato il testimone a nessuno), sia per il giro d’affari miliardario che è destinato a muovere (ci sono già trattative per un film) e che vede ancora una volta esclusa la compagna di una vita del genio letterario, Eva Gabrielsson. Infine, per le modalità con le quali è stata condotta l’operazione. A fronte della massima segretezza imposta sulla trama, finalizzata a far lievitare la curiosità nei 38 Paesi in cui è stato distribuito il libro, già ieri mattina alcune copie sono state erroneamente vendute a Stoccolma. Una, proprio ad una giornalista del Quotidiano di Uppsala. E dire che parte della stampa danese ha scelto di boicottare la presentazione del libro, perché non era stato possibile leggerne una riga in anticipo.

Il volume è stato scritto addirittura con un pc isolato da Internet per scongiurare furti online. Lagercrantz, “scortato” dai vertici della Norstedts affinchè nessun particolare trapelasse prima della mezzanotte, quando con un video proiettato sulla parete della sede avrebbero dato il via alle vendite, ha raccontato di aver accettato la sfida letteraria con una passionalità in totale antitesi con la compostezza svedese. “E’ stata come una febbre e ho seguito questo fuoco con la passione del giornalista che ha una storia importante” – ha detto, senza omettere la pressione psicologica che lo ha attanagliato, per gli attacchi giunti da più fronti via media, che lo indicavano come uno speculatore, e per le altissime aspettative riposte su di lui.

Ha spiegato di “Aver lavorato come mai prima nella vita”, con il terrore del fallimento addosso, con fasi di prolifico trasporto maniacale, in totale sintonia con i personaggi di Stieg, in un diluvio di emozioni contrastanti, al limite del delirio. Fasi queste, alternate a momenti in cui “Mi sentivo il peggior scrittore al mondo”. Ma realizzare questo libro, ricalcando lo stile di Stieg, era divenuta “Un’ossessione. Mi sono sentito come Rayman”. C’è però l’aspetto economico, che irrompe prosaicamente, benché abbia dichiarato che parte dei proventi andranno devoluti in beneficienza, e non solo alla fondazione Expo, la rivista fondata da Stieg, con la quale l’autore combatteva gli estremismi dilaganti e alla quale la sua famiglia riserverà tutti i proventi.

“Sono disposto a qualsiasi confronto – ha spiegato Lagercrantz – ma divento furioso se mi dicono che ho fatto questo per soldi. Sono grato di essere un privilegiato, ma se avessi detto no a questa proposta, me ne sarei pentito per il resto della vita. Sono così felice per questo libro, perché riaccende l’attenzione sull’importante opera di Stieg e ciò che ha combattuto, mentre vediamo crescere l’intolleranza, inclusa l’avanzata di un nuovo fascismo”.

Chi non può evitare di rispondere alle domande sul business è la Gedin . “Certo, è un’operazione commerciale, e questo non significa che sia una cosa fatta male. È anche un modo per portare nuovi lettori alla Trilogia”. Poche e vaghe le anticipazioni: “Lo stile è quello di un autore diverso, ma i personaggi sono riconoscibili, si dividono la scena, tra vecchio e nuovo”. Ci sarà un lieto fine? “Sì, penso di sì”- azzarda. Il padre di Stieg si è detto “Felice ed euforico” per questo libro, cui da subito è stato favorevole insieme all’altro suo figlio, che sigla la sua soddisfazione con liberatorio “Finalmente”. Lagercrantz, tradotto in Italia dalla Marsilio Editori, sarà ospite del Festival della Lettaratura di Mantova, il 10 settembre, alle 18.30, in piazza Castello.

Michela Danieli da Stoccolma