Chi ha avuto il piacere di seguire il concerto di Radio Italia dell’anno scorso non potrà non ricordarsi la performance di Laura Pausini, vestita come la signora del bollino blu delle banane Chiquita, lì, davanti al Duomo di Milano mentre canta, con la raffinatezza che il mondo le riconosce, le note delle sue hit. Del resto, chi meglio di lei poteva chiudere il megaevento organizzato da Radio Italia, network che proprio alla musica italiana è interamente dedicato?

Lei, la più amata dagli italiani, l’italiana più amata al mondo, la regina del nostro pop. Poi, è chiaro, mica tutto è sempre come appare. Scopriamo infatti, grazie a una pagina di suoi fan, ripresa da Tv Sorrisi e canzoni, che Laura ce l’ha a morte con le radio e con chi, nelle case discografiche, gestisce la scelta dei singoli e anche dei brani che finiscono nei dischi. “Quello che passa in radio lo decidono le radio… secondo loro “Troppo Tempo” non era radiofonica”.

La canzone in questione, per la cronaca, era finita in Inedito, scritta per lei dal maestro Fossati, poco prima del ritiro (non è provato che le due cose siano collegate tra loro, anche se il sospetto rimane). Fossati e Laura Pausini, fa paura anche solo pensarlo. Questo avranno pensato in radio, non sapendo ancora come la Pausini si sarebbe presentata vestita sul palco del concerto per Radio Italia, quella sì paura vera. Ora, dovendo scegliere che brani inserire nel nuovo album Simili, Laura si trova nuovamente di fronte al paradosso radiofonico, scegliere col cuore o dar ascolto ai cattivoni dei network? “Le scelte che faccio le faccio tutte con il cuore,” dice in un commento su Facebook, dove interviene spesso in prima persona, come il suo amico Eros, spesso con medesimi risultati, “a volte riflettendo tanto, a volte con l’istinto, a volte scegliendo brani chiamati Radio Friendly (“Limpido”, “Benvenuto”, “Non c’è”) e altre volte uscendo con brani mai entrati nei primi 10 in classifica radiofonica (“Vivimi”, “Invece no”, “Non ho mai smesso”, “Incancellabile”, “In assenza di te”…), eppure sono qui”.

Ecco fugato ogni dubbio, l’amore vince sempre. Ma Laura ha il dente avvelenato, e da vera Ape Regina non le manda certo a dire, a radiofonici, discografici e colleghi. “Non passare in radio non significa molto per alcuni cantanti. Alcuni non si sentono mai e riempiono gli stadi. Ognuno ha il suo pubblico. C’è gente che è prima in classifica in radio e non riesce a riempire un teatro… non significa nulla”. Il passaggio in radio, sostiene Laura, è molto importante soprattutto per le discografiche: “Se la fanno sotto, rischiano di chiudere da un momento all’altro, si aggrappano all’unica cosa che possono, purtroppo, il passaggio in radio, ma alcune canzoni meravigliose non fanno Zum Zum Zum e in radio non passano con facilità”.

Lo sfogo è compiuto, fosse stato Eros, dopo aver scritto in un italiano sgrammaticato, avrebbe chiosato con un bel “la vita va così“, certo non volendo citare Vonnegut. Curioso, a voler fare le pulci, come lei, sicuramente non solo non osteggiata dalle radio, ma anzi, molto coccolata e amata dai media, si lasci andare a sfoghi del genere, nel momento in cui si sente un minimo meno cullata. La domanda, legittima, è: se dice queste cose lei, cosa dovrebbero dire i tanti che le radio non prendono neanche lontanamente in considerazione?