Il 10 agosto dell’anno scorso il Financial Times aveva intervistato il premier Matteo Renzi dando ampio spazio alle sue promesse e ai suoi piani di riforma. A un anno di distanza il quotidiano economico britannico fa il punto su quello che il governo italiano ha realizzato finora. E il verdetto è in chiaroscuro: il premier, a cui “piace presentarsi come salvatore dell’Italia, come a Silvio Berlusconi“, ha ottenuto “più del suo screditato predecessore”, ma “ora deve affilare la sua spada e mostrare che fa sul serio”. Il riferimento è alla spada, dono della nazionale italiana, con cui il leader Pd si era presentato agli intervistatori un anno prima.
Renzi, nota il Ft, è stato fortunato: l’euro debole, il basso prezzo del petrolio e il piano di acquisto di titoli di Stato della Banca centrale europea gli hanno permesso finora di avere il vento in poppa. E “di recente, il confronto con un altro giovane leader politico del Sud Europa, Alexis Tsipras, lo ha fatto apparire un modello della leadership della Generazione X”. Lui nel frattempo “non ha oziato: ha dichiarato fatta la riforma elettorale, quella del sistema giudiziario, quella del mercato del lavoro, della scuola e delle banche. Gli investitori lo hanno notato e in 12 mesi gli investimenti esteri in Italia sono quadruplicati”. I compratori stranieri “citano la stabilità politica e la velocizzazione delle procedure di contenzioso e fallimento come significativi, insieme ai bassi prezzi delle attività”.
Ma ora quel “vento in poppa sta scemando”, “i tempi delle riforme continuano a slittare” e quella del Senato, della pubblica amministrazione e quella fiscale sono “più vulnerabili al compromesso politico”. Mentre “il consenso del suo partito è calato”, la mossa di annunciare un taglio delle tasse appare, per quanto riguarda l’abolizione della Tasi, “una concessione populista“. E Renzi “non può seriamente andare a Bruxelles a chiedere flessibilità sul deficit senza fare corposi e impopolari tagli alla costosa pubblica amministrazione“.
Nel frattempo, “l’economia italiana mostra solo dei deboli segnali di ripresa” e “il bonus di 80 euro per gli italiani con redditi medi sta avendo poco effetto”. In più “a dispetto della tanto acclamata riforma del lavoro la disoccupazione rimane ostinatamente alta”. Il Fondo monetario internazionale “questa settimana ha detto che senza un’accelerazione della crescita all’Italia serviranno 20 anni per tornare ai livelli di disoccupazione pre crisi”. In più “il debito resta alto come prima”: