Oggi è la Giornata mondiale dell’Orgasmo. Succede. Partendo dal presupposto che tutti, o quasi, pensando all’orgasmo, si trovano di fronte la scena di Harry ti presento Sally in cui Meg Ryan simula il suddetto orgasmo, quello che si proverà a fare in questo articolo è presentare una carrellata di canzoni, anche insospettabili, in cui l’orgasmo è parte integrante del brano, o perché viene raccontato, o perché viene simulato (o quantomeno rappresentato), o perché in qualche modo è entrato nell’immaginario legato al brano in questione.

Piccola premessa doverosa, ci sono alcuni generi, si pensi al soul, all’ R’n’B e anche a certa dance anni 70, che con il sesso hanno più che qualcosa a che fare. È nota la leggenda che vuole Barry White come colonna sonora del concepimento di una intera generazione, in questa sede, quindi, limiteremo a alcuni esempi particolarmente significativi di brani appartenenti a quei generi, perché elencare tutti i brani in cui entra l’orgasmo richiederebbe un libro.

Quindi partiamo proprio con una coppia di classici della dance, Upside down di Diana Ross e Love to Love You Baby di Donna Summer. In entrambe si parla piuttosto chiaramente di sesso. La prima è esplicita già nel titolo, letteralmente “Capovolto sottosopra”, la seconda con tutto il suo apparato di sussurri e lamenti che proprio un orgasmo tendono a mettere in scena. Del resto, sia la ex Supremes che Diana Ross sono state sex symbol senza pari nell’epoca in cui la dance si è elevata a genere di prima grandezza, anche grazie al nostro Giorgio Moroder, artefice proprio di Love to Love You Baby.

Siamo dunque partiti col botto. E come a voler dimostrare che l’oggi, paragonato allo ieri, è poca cosa, eccovi a un tormentone dance della nostra epoca, Raggasex di Ottomix. Qui c’è poco da spiegare. La canzone simula l’orgasmo di una ragazza, con tanto di sprone compiaciuto del ragazzo. Paragonato a Diana Ross e Donna Summer il tutto è assai poco sexy, ma questo passa il convento.

Torniamo invece a parlare di classici, perché di classici ce ne sono parecchi, visto che l’argomento ha spesso solleticato la fantasia degli autori.
Non può assolutamente mancare, in un elenco del genere Je t’aime moi non plus, di Serge Gainsbourg in compagnia di Jane Birkin. Anche qui, il brano è talmente famoso da non richiedere note a margine. Si sappia solo che inizialmente la canzone era stata incisa da Gainsbourg con una vera icona dell’epoca, Brigitte Bardot, ma all’ultimo il duetto e saltato ed è stata arruolata la Birkin, da quel momento diventata a sua volta una icona. Canzone che anche oggi suona particolarmente hot.

Come suona sensualissima Sexual healing di Marvin Gaye. Citare un solo brano del gigante della Motown è davvero impresa difficile, ma qui le carte sono scoperte e il brano è stato una hit mondiale, quindi siamo certi di non scontentare nessuno. Marvin è in fiamme, ci dice, e non ce la fa più, e cerca una “cura sessuale” che, ci pare di capire, solo la lei in questione, “baby”, può portare a Marvin. Buon per loro.

A proposito di fiamme, un altro brano che non puà essere in questa carrellata è I’m on fire di Bruce Springsteen. E qui la faccenda è già più inaspettata, perché il Boss, rockettaro di primissima grandezza, è spesso associato a temi più seri e sociali. Ma qui il ragazzo del New Jersey è in fregola, e vuole portare la sua “baby” più in alto. Succede anche ai rockettari, quindi, di pensare al sesso. Del resto il termine rock’n roll, è noto, proprio al sesso e ai suoi movimenti fa riferimento.

E rock sia, allora. Rock di razza. Led Zeppelin. I movimenti di Robert Plant, cavallo basso e pancia scoperta, ce li ricordiamo tutti. E l’intermezzo del brano di cui vado a parlarvi pure, dove l’orgasmo è messo in scena senza tanti fronzoli. Whole Lotta Love, il titolo. Da Led Zeppelin II, un classico senza tempo.

E di classico pop, invece, si tratta quando si parla di Erotica, di Madonna. Conosciamo tutto di quel periodo della carriera di Miss Ciccone. L’album Erotica, il libro a luci rosse Sex. Lamenti e riferimenti sessuali messi su traccia a profusione, senza lasciare per altro troppo spazio alla fantasia. Come nessun bisogno di scervellarsi c’è per Scandalous, brano tratto dalla colonna sonora del Batman di Tim Burton che vede Prince al fianco della bella Kim Basinger. Vuole la leggenda che per inciderla, e per registrare tutti i lamenti del caso, Prince si sia presentato in studio dalla bionda Kim con un gigantesco barattolo di miele. Il resto lo possiamo ascoltare. La sola domanda che viene spontanea è, come avrà superato l’ostacolo degli oltre venti centimetri di differenza tra sé e Kim Basinger, il folletto di Minneapolis?

Siamo quasi arrivati alla fine, citando in corsa la Rewind di Vasco Rossi, che di orgasmo parla in maniera esplicita, metaforizzando sui tasti del videoregistratore, lui che ha iniziato a cantare quando i videoregistratori manco erano stati inventati, non possiamo non citare un brano sconosciuto di una band sconosciuta di cui, però, si è molto parlato. Si tratta di Go to Go delle olandesi Adam. La canzone in questione, niente di incredibilmente sexy, è stata incisa mentre le componenti della band si intrattenevano con un vibratore, il tutto sotto l’occhio vigile di una videocamera. Il video è diventato ovviamente virale, ma come si dice in questi casi, fate attenzione se lo volete fare a casa da soli.

E proprio la solitudine è legata agli ultimi due orgasmi di cui si parla in canzoni. Orgasmi che, quindi, esulano dalla presenza di un partner. Come dire, chi fa da sé fa per tre. Le canzoni sono la storica Una carezza in un pugno di Adriano Celentano e la recente Sola di Nina Zilli. Mentre Claudia Mori si intratteneva al telefono con Alberto Lupo in Buonasera dottore, Adriano stringeva tra le mani il cuscino e anche il resto e si lasciava andare a far “brillare lei nella sua mano”. Nina Zilli, quantomeno, stando al video, sembra essersi divertita di più.