Si dice che piove sempre sul bagnato, stasera ne avremo la prova provata alla presentazione della prossima Serie A. Andiamo con ordine. Chiunque apprezzi il calcio, giocato, vissuto allo stadio o anche solo guardato in televisione, fantozzianamente seduti in poltrona, sa bene come quello che in Italia viene considerato come una sorta di sport nazionale ormai da anni stia vivendo un periodo difficile. Non solo a livello di ranking internazionale, con la squadra allenata dal CT Antonio Conte scivolata al diciassettesimo posto, sotto nazioni non esattamente centrali nel mondo del pallone quali il Galles o la Romania, ma anche a livello di Serie A e serie minori, con gli stadi sempre più desertificati, gli spalti vuoti i giocatori sempre meno motivati. Il tutto, non è un segreto, viene da molti appassionati imputato come una colpa assai grave ai vertici della Lega Calcio, rea, sempre a detta dei medesi appassionati, di aver svenduto il mondo del calcio alle televisioni a pagamento e di aver in qualche modo trasformato lo sport più bello del mondo in qualcosa che assomigli sempre più a una partita alla PES. Del resto, in scala maggiore, i vertici della FIFA, Joseph Blatter su tutti, non è che stiano dando questo gran bell’esempio.

Comunque, stasera verrà presentata la Serie A, in diretta da EXPO, su Sky Sport, con il consueto sorteggio del calendario. Fin qui nulla di nuovo, a parte la location, ovviamente legata a uno di quegli eventi unici e di portata internazionale. La novità che ci ha fatto gridare, in esergo di articolo, alla fatidica pioggia sul bagnato, è un’idea della Lega di Serie A, presentata direttamente dal suo presidente Maurizio Beretta: un inno della Serie A, da eseguire prima di tutte le partite, a partire dallo scontro di SuperCoppa Italia Juventus-Lazio, in scena a Shangai, in Cina, il prossimo 8 agosto.

Già l’idea appare di per sé balzana, ma se poi si approfondisce, e si scopre che il titolo è “O generosa!” viene da mettersi le mani nei capelli. Se l’idea è, come ha dichiarato Beretta, di unire due pilastri della nostra cultura nel mondo, musica e calcio, beh, qualcuno avrebbe potuto lavorare meglio, almeno a livello di titoli. E probabilmente qualcuno avrebbe potuto lavorare meglio anche a livello di selezione del compositore, perché il nome che firma il brano “O generosa!”, non smettiamo di ripeterlo come uno di quei mantra atti a esorcizzare qualcosa che ci fa particolarmente paura, è nientemeno che Giovanni Allevi.

Ecco il testo del brano:

O generosa magnitudo!
O generosa veni ad nos!
Victori gloria, cum honestate semper movetur cor eius. (2 v)

Victori gloria
Victori gloria
Victori gloria
Custodi animum tuum
ut a corruptione abstineat
necopitatum gaudium accipies
O generosa!

Gloria, I say to you, Alleluia!
winner you will be in your heart Gloria,
I say to you Alleluia!
winner you’ll be in your heart
always you’ll be.

(traduzione)

Oh forza nobile!
Oh nobile, vieni da noi!
Gloria al vincitore
il suo cuore si muove sempre con onestà.

Gloria al vincitore
Gloria al vincitore
Gloria al vincitore
Custodisci la tua anima
affinché si astenga dalla corruzione,
riceverai una gioia inaspettata
Oh nobile!

Gloria, a te dico, Alleluia!
vincitore sarai nel tuo cuore
Gloria, a te dico, Alleluia!
vincitore sarai nel tuo cuore
sempre lo sarai.

Come dire, a rappresentare uno dei pilastri della cultura italiana nel mondo è stato scelto un artista che, almeno in Italia, non è visto di buon occhio in parecchi ambienti, da quelli colti della musica classica, si ricordi le dichiarazioni a riguardo di Uto Ughi, a quelli della musica leggera, si leggano le parole a lui dedicate dal suo concittadino e collega Saturnino nella propria autobiografia, Testa di basso. Non era possibile evitare direttamente di pensare un inno, e tantopiù chiamarlo “O generosa!”? Perché tanto accanimento nei confronti di chi, in fondo, cerca nel calcio un po’ di bellezza?