La malattia ci fa sempre rapportare ai nostri limiti, ponendo un’evidenza inquietante sull’ingiustizia del caso. E quando si ammala un bambino la crudeltà del caso diventa intollerabile, uno sberleffo alle migliori intenzioni e all’idea stessa di futuro.

Per questo vorrei parlare di Dynamo Camp, il primo Camp di Terapia Ricreativa in Italia che accoglie per periodi di vacanza bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni affetti da patologie gravi e croniche, soprattutto oncoematologiche. Una realtà importantissima per quei genitori che devono affrontare il trauma peggiore: vedere il proprio figlio sottoposto a terapie invasive e di lunga durata, a combattere una lotta quotidiana contro lo spauracchio della morte. Una lotta che sempre più spesso porta per fortuna alla guarigione (basta pensare ai passi da gigante che la scienza ha fatto nei casi di leucemia infantile), ma che risulta spesso sfiancante e terrorizzante.

Roma, manifestazione dei lavoratori della Multiservizi

Quindi è importante (e rassicurante) trovare un’isola felice, un luogo di pace dove dimenticare i patemi e le paure, quel senso di esclusione dal mondo reale che si percepisce negli ospedali, anche quando si dimostrano eccellenze (a questo proposito vorrei citare il Centro di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino, uno dei primi centri in Italia per la cura di bambini e adolescenti affetti da leucemie e tumori).

Dov’è situato Dynamo Camp? In un’oasi di oltre 900 ettari affiliata WWF, a Limestre in provincia di Pistoia: i piccoli ospiti provengono da tutta Italia e in parte anche da paesi esteri e sono accolti in modo totalmente gratuito.

In che cosa consiste l’approccio della Terapia Ricreativa? Nel cercare di coinvolgere i bimbi in una serie di attività emozionanti e divertenti, che li distolgano dal senso di sfiducia che si impossessa sempre di una persona malata. Si va dall’arrampicata al tiro con l’arco, dall’equitazione al nuoto, dalle arti circensi ai più svariati laboratori creativi: lo staff si impegna al massimo perché gli ospiti si cimentino in ogni attività, e sempre e solo all’insegna dell’allegria. Al Camp i bambini sviluppano i loro talenti e godono di un contatto diretto con la natura, ma soprattutto si confrontano tra di loro, condividendo il percorso in salita (che spesso porta a una straordinaria crescita interiore) di chi ha vissuto l’esperienza del dolore.

Infine, per chi volesse conoscere da vicino questa realtà segnalo che domenica 4 ottobre Dynamo Camp apre a tutti le sue porte: perché la prima regola della solidarietà è la partecipazione.