Somiglia a una di quelle proteste in stile Femen: c’è la foto di Águeda Bañón a gambe aperte che orina sulla Gran Via della città di Murcia. Poi eccola ritratta davanti alla porta di Brandeburgo, a Berlino. In mutande. Performance da artista concettuale, che strizza l’occhio al porno. O meglio al post-porno: la pornografia alternativa, quella lontana dagli stereotipi o dai cliché sessisti. Fin qui nulla da dire. L’artista spagnola, 41 anni, da sempre è un’attivista in tema di libertà sessuale, soprattutto con il blog sulla pornografia Girlswholikeporno, attivo dal 2002 al 2007, dove si faceva chiamare Miss Bragas – Miss Mutande -. La pagina web, creata insieme all’amica attivista María Llopis, raccoglie racconti erotici, riflessioni sulla “costruzione di identità, fantasie e sessualità”, cronache delle sue performance – dai dibattiti ai workshop in festival internazionali di porno e LGBT, fino ai video e agli scatti “fatti in casa”- e un manifesto dove si questiona sui principi dell’industria del porno tradizionale da una prospettiva femminista.

Dopo un decennio Bañón torna al centro della scena, stavolta per un motivo diverso: sarà la nuova responsabile della comunicazione di Barcellona. Secondo quanto anticipato dal giornale catalano La Vanguardia, l’attivista sarà ufficialmente nominata questa settimana a capo dell’ufficio stampa, attraverso un decreto del nuovo sindaco Ada Colau, ma ha già preso parte alle riunioni di lavoro come nuovo responsabile dell’area. Da Barcellona, i portavoce dell’amministrazione non smentiscono né confermano. Su Twitter però i toni si accendono. C’è chi appoggia la scelta, chi grida allo scandalo e chi, curioso di vedere le performance dell’artista, manda in tilt il vecchio sito dell’artista audiovisuale. E chiede ufficialmente scusa.

L’artista negli ultimi tempi ha lavorato per l’Osservatorio DESC, insieme alla stessa Ada Colau e alcuni consiglieri di Barcelona en Comú – la lista di Podemos che ha portato alla vittoria la paladina della Pah (Piattaforma per le vittime degli sfratti) – ed è stata vicina anche al gruppo Guanyem Barcelona, una branca della lista del nuovo sindaco. Bañón, laureata in Belle Arti al Politecnico di Valencia, ha preso poi parte alle riprese di un documentario sul caso Barcenas come responsabile della comunicazione. Quattro anni fa, durante le proteste degli indignados a Barcellona, è stata anche portavoce in alcune assemblee, soprattutto quelle legate ai temi del diritto alla casa e agli sfratti. Ma le controversie fotografie di Bañon hanno già fatto il giro dei social network e delle trasmissioni televisive. Dieci anni fa erano state pubblicate dalla rivista berlinese Tip.