Le gemelle Eleonora e Imma De Vivo

Pochi mesi fa Silvio Berlusconi ha versato 127mila euro in quattro bonifici a Nicole Minetti, Imma ed Eleonora De Vivo, tre delle partecipanti alle cene eleganti del Cavaliere, ma soprattutto tutte testimoni nel processo sul Ruby Gate e il Bunga Bunga. In questo procedimento, l’ex presidente del Consiglio è imputato di prostituzione minorile per i rapporti con la minorenne Karima el Mahroug e di concussione per le telefonate alla Questura milanese la notte del 27 maggio 2010, in cui il premier aveva chiesto di affidare la ragazza marocchina al consigliere regionale Nicole Minetti. La notizia è stata pubblicata sull’edizione odierna del Corriere della Sera.

I movimenti bancari sono stati segnalati dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (Uif) alla Procura della Repubblica di Milano, che ha acquisito tutta la documentazione, inserendola nelle “indagini suppletive” notificate dai pm Ilda Boccassini e Antonio Sangermano ai difensori di Berlusconi (processo Ruby) e di Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede, gli ultimi tre imputati di favoreggiamento alla prostituzione per le “serate eleganti” nella villa di Berlusconi ad Arcore.

Per quanto riguarda i bonifici bancari ‘incriminati, tra ottobre e novembre scorso Nicole Minetti ha incassato sul suo conto corrente presso Banca Intesa due versamenti, rispettivamente di 15mila e 40mila euro (‘prestito infruttifero’ la prima causale, nessuna specificazione per la seconda somma), provenienti dal conto di Silvio Berlusconi presso il Monte dei Paschi di Siena. Quelli alla sua ex igienista dentale, però, non sono gli unici versamenti contestati all’ex capo del Governo: a luglio e ottobre scorso, infatti, ha versato in due tranches 72mila euro – giustificando la somma come ‘regalìa – sul conto di Enzo De Vivo (padre delle gemelle Eleonora e Imma, ndr) presso la filiale napoletana della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza. Lo stesso Enzo De Vivo, interrogato il 5 aprile scorso da Ilda Boccassini, ha confermato di aver ricevuto quei soldi proprio da Silvio Berlusconi: i 72mila euro non erano per lui, ma per le sue figlie, che avevano fatto versare la somma sul conto del genitore per ‘evitare pettegolezzi’.

“Le mie figlie – ha raccontato Enzo De Vivo ai pm – mi dissero che sul mio conto sarebbe arrivato del denaro da parte dell’onorevole Berlusconi che era destinato alle mie figlie, le quali si erano rivolte appunto all’onorevole per un aiuto economico. I bonifici sono pervenuti sul mio conto proprio per evitare pettegolezzi da parte dei direttori dell’istituto bancario, dove le mie figlie avevano dei conti personali”. Il pm Ilda Boccassini ha fatto presente a De Vivo che “dal 12 agosto 2011 al 29 settembre 2011 sono state disposte operazioni di prelevamento in contante per la somma di 10862 euro”.. “Effettivamente – ha chiarito l’uomo – sono stati fatti da me dei prelievi ma le ho utilizzate personalmente quelle somme, mi sono servite per pagare la benzina o per cose comunque mie personali. Le spese come si sa, a causa della crisi economica che investe il nostro Paese, sono aumentate, la benzina è aumentata in modo esponenziale e quindi di quel bonifico, il primo ricevuto pari a 42 mila euro, io mi sono autofinanziato“.

Le grane per l’ex premier, però, non finirebbero qui, visto che negli stessi atti depositati dai pm nei due processi sul caso Ruby emergerebbe anche il “possibile pagamento da parte di un terzo (Silvio Berlusconi) delle spese di difesa” di Nicole Minetti. E’ quanto risulta da una segnalazione di Bankitalia sui movimenti bancari della Minetti, che ha incassato 100mila euro da Berlusconi e il giorno dopo pagato 87mila euro ai suoi legali. La data in questione è il 22 giugno del 2011, a processo sul caso Ruby già in corso. E’ quanto emerge dalle segnalazioni che la Banca d’italia ha inoltrato alla Procura di Milano. Il giorno successivo, il 23 giugno del 2011, il consigliere regionale lombardo, imputata per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile, ha inviato sempre via bonifico alcune somme ai suoi legali: 37.440 mila a Daria Pesce, 24.960 a Piermaria Corso e altri 24.960 allo studio legale associato Gagliani Righi. Nel periodo compreso tra il 15 aprile 2011 e il 14 ottobre dello stesso anno, complessivamente, l’ex premier ha bonificato alla Minetti 145mila euro.

”Nulla di men che lecito”. Così l’avvocato Nicolò Ghedini ha definito i soldi versati, tramite bonifici, dall’ex premier Silvio Berlusconi a Nicole Minetti e alle gemelle Eleonora e Imma De Vivo, tutte e tre testimoni nel processo sul caso Ruby. “Si tratta di somme erogate palesemente tramite bonifici bancari, totalmente tracciati, da un conto personale dello stesso Presidente Berlusconi” ha detto Ghedini, aggiungendo che “l’accostamento fra versamenti e qualifica di testimoni nel processo cosiddetto ‘Ruby’ è assolutamente pretestuoso e privo di ogni fondatezza”. Il legale dell’ex premier ha sottolineato inoltre che “è del resto assai usuale e non desta alcuna problematica che vi siano rapporti economici intercorrenti fra soggetti indagati o imputati e testimoni. Basti pensare ad un titolare di azienda che citi quali testi i propri dipendenti o nel caso di testimoni che siano familiari o parenti. In realtà, il presidente Berlusconi con la consueta generosità – ha concluso Ghedini – ha ritenuto di aiutare, in totale trasparenza e proprio mediante palese bonifico bancario, delle persone che, a cagione del clamore mediatico creato su inesistenti vicende processuali, stanno vivendo momenti di grande difficoltà familiare, professionale ed economica. Nulla quindi di men che lecito”.