Dopo l’ultima strage arriva la reazione del governo tunisino: l’esecutivo maghrebino ha infatti ordinato la chiusura di 80 moschee, accusate di incitamento alla violenza. “Tutte le moschee chiuderanno entro una settimana”, spiega il capo dell’esecutivo Habib Essid, parlando ad una conferenza stampa a Tunisi, nel day after degli attentati a Susa, che hanno causato 38 morti e 36 feriti.

Turisti protetti dall’esercito -“Alcuni di questi centri di predicazione continuano a diffondere la loro propaganda e il loro veleno per promuovere il terrorismo”, ha continuato il premier, annunciando che da luglio saranno in azione ufficiali armati per garantire la sicurezza di chi è in vacanza. Nonostante la reazione del governo, però,  migliaia di stranieri hanno già lasciato il paese. Il turismo, che rappresenta il 7% del Pil tunisino e dà lavoro ad almeno 400mila persone, è di nuovo in crisi. Lo scorso 18 marzo la Tunisia era stata colpita dall’attacco di un commando contro il museo del Bardo di Tunisi, costato la vita a 21 visitatori, di cui quattro italiani.

La rivendicazione dell’Isis -La reazione del governo tunisino arriva dopo l’identificazione di uno dei due attentatori della strage, ucciso dalle forze di sicurezza: si tratta di Seifeddine Rezguera, uno studente di 23 anni, proveniente della città tunisina di Kairouan, che secondo l’emittente Mosaique Fm, frequentava dei corsi in una moschea, considerata fuori dal controllo dello Stato, in contatto con alcuni salafiti nella città di Kairouan. La stessa emittente locale racconta inoltre che la protezione civile di Susa ha recuperato il telefono cellulare gettato in mare dall’attentatore. A vedere il terrorista gettare in mare il suo telefono prima di prendere il kalashnikov, è stato un testimone oculare: adesso le indagini cercheranno di appurare quali fossero i legami telefonici dell’uomo e se avesse ricevuto istruzioni prima di compiere la strage.

Alcuni sostenitori dello Stato islamico hanno rivendicato gli attentati del 26 giugno dai loro account Twitter. La dichiarazione è simile alle altre diffuse dall’Isis: “un soldato del califfato” ha attaccato le “tane della fornicazione, del vizio e dell’apostasia” e questo “malgrado le misure” di sicurezza “rafforzate attorno a queste tane”. È stata pubblicata anche una fotografia del presunto attentatore: si chiamerebbe Abu Yahya al-Kairouani. Oltre agli attentati di Susa, L’Isis aveva già rivendicato quello a Kuwait City, che ha causato 27 vittime.

“Sono svenuta quando ho sentito gli spari” è la testimonianza della turista tedesca Anna Schneider raccolta dalla Dpa.  “La spiaggia sembrava un campo di battaglia – dice Schneider – Questa notte non siamo riusciti a dormire”.

“Almeno 15 britannici uccisi”  I turisti britannici rimasti uccisi nell’attacco terroristico sarebbero almeno 15 morti: lo ha confermato il Foreign Office, come scrive la Bbc, mentre secono il sottosegretario agli Esteri Tobias Elwood ha avvertito che il bilancio potrebbe ancora salire. Secondo Elwood si tratta “del più grave attentato contro cittadini britannici” dagli attacchi del 7 luglio 2005 a Londra.

Cameron: “Rafforzata sicurezza in Uk” – “La Gran Bretagna si trova di fronte ad una grave minaccia terroristica“, per questo motivo  in tutto il Paese la sicurezza “è stata rafforzata“: lo ha annunciato il premier britannico David Cameron, dopo una riunione del gabinetto di crisi Cobra. “Non c’è dubbio –  ha continuato – che affrontiamo una grave minaccia nel nostro Paese e lo facciamo da molti mesi e da molti anni.Il premier spiega che “bisogna prepararsi all’idea che molte delle vittime dell’attentato terroristico compiuto ieri in Tunisia sono britanniche”.

Fuga di massa dalla Tunisia -Nel frattempo la Gran Bretagna cancella le vacanze nel Paese nordafricano. Il tour operator “Thomson Holidays” ha cancellato tutti i viaggi in programma la prossima settimana. Tra le vittime e i feriti degli attentati ci sono, infatti, anche cittadini del Regno Unito, che avevano scelto proprio i due resort presi di mira. Il tour operator, scrive il Daily Telegraph, ha annunciato di aver avviato l’evacuazione dei turisti con dieci aerei e di aver offerto altre destinazioni, tra cui le Canarie e Capo Verde, per coloro che avevano prenotato le vacanze nel Paese nordafricano.

Parroco di Sousse: “Siamo in guerra contro il male” -“Ci sentiamo in guerra contro il male, insicuri come tutti in tunisini e in grande sofferenza”, dice Padre Jawad Alamat, parroco di Sousse . “Ci sentiamo insicuri come tutti- continua – Sia chiaro, non ci sentiamo insicuri come cristiani  ma ci sentiamo inevitabilmente più fragili. Quella spiaggia dava più l’idea di un fronte che non di un luogo dove le persone vanno per rilassarsi. Ci sentiamo in guerra con il male, un male che ha tanti volti: sociale, politico, economico”.

Bild: “Germania prossimo obiettivo” – Intanto secondo le autorità tedesche, il prossimo obiettivo potrebbe essere la Germania: lo scrive la Bild, spiegando che il paese è “un obiettivo dichiarato e reale” della violenza jihadista. Secondo Berlino c’è “un elevato pericolo astratto tanto sul territorio tedesco quanto per le installazioni e gli interessi tedeschi all’estero” che “potrebbe concretizzarsi in qualunque momento attraverso attentati o sequestri terroristici”. Nel corso di un colloquio telefonico con il presidente tunisino, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha assicurato che la Germania aiuterà la Tunisia a garantire la sicurezza dei suoi confini.

Time: “Isis ha cambiato tattica” – “Il venerdì di sangue che ha sconvolto ieri il mondo  sembra segnare un cambiamento nella tattica dello Stato Islamico con il lancio di attacchi punitivi all’esterno invece di concentrarsi solo sulla costruzione dello Stato e l’espansione territoriale”. Lo scrive la rivista americana Time, mentre gli analisti ragionano sul fatto che i tre attacchi di ieri (Tunisia, Kuwait e Francia) sono avvenuti il secondo venerdì di Ramadan pochi giorni prima del 29 giugno, primo anniversario della proclamazione del califfato. Time ricorda anche che il portavoce dell’Isis, Abu Muhammad al-Adnani, aveva esortato i seguaci di tutto il mondo a trasformare il mese di Ramadan “in un tempo di calamità per gli infedeli, gli sciiti e gli apostati musulmani”. Il sito Debka, invece, vicino ai servizi israeliani, fa anche notare che il “prototipo convenzionale di attacco terroristico islamico non è più applicabile”. Ora basta un decreto dai vertici per galvanizzare i seguaci nel mondo a condurre singolarmente atti di terrorismo, in un adattamento del sistema del “lupo solitario”.

Renzi: “Sforzo geopolitico contro terrorismo” –  “Uno sforzo insieme, geopolitico, per difendere la pace, per difendere i valori della tolleranza” Lo ha detto il premier Matteo Renzi davanti al presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev al Business forum italo-kazako a Expo.

Imam Pallavicini: “Soluzione non è chiusura moschee” -“Se il governo tunisino ha deciso di chiuderle, spero e credo che sappia di infiltrazioni nelle moschee tunisine”, ha detto l’imam Yahya Pallavicini, vice presidente della Coreis (Comunità religiosa islamica), precisando però che “non può essere una misura universale da adottare in tutto il mondo islamico, tantomeno in Italia”. Il vice presidente della Coreis si dice comunque “colpito dalla misura cautelativa e preventiva” adottata dal governo della Tunisia, “dove c’è un grande controllo nelle moschee”. Secondo l’imam, la soluzione non è la chiusura delle moschee. “Vanno ristretti i luoghi del reclutamento e dell’addestramento – spiega – tenendo presente che se chiudiamo le moschee, i buoni fedeli musulmani dove andranno a pregare? Si rischia di criminalizzare l’Islam”.