Raccontare il teatro dal luogo più intimo e impregnato delle emozioni dell’attore: il camerino. La prima stagione è andata bene, così da stasera alle 20.30 su Sky Arte HD torna Camerini, otto nuove puntate in cui l’attore, regista e drammaturgo Marco Baliani, inventore del teatro di narrazione e da sempre affascinato dal quel posto magico dove entra un attore ed esce un personaggio, viola il privato-professionale di altri protagonisti del palcoscenico per seguirli, e in qualche modo spiarli, dalla preparazione fino al momento prima dell’entrata in scena, proprio “per scoprire la persona che sta dietro ai personaggi che fanno” spiega.

A rompere il ghiaccio è Gabriele Lavia che ricorda cosi suoi esordi negli anni sessanta sul palcoscenico dello Stabile di Genova: “Non avevamo soldi, ci compravamo la mortadella o il prosciutto, vicino al teatro c’erano dei giardinetti pubblici e stavamo seduti sulla panchina, aprivamo il cartoccetto e mangiavamo… no, non eravamo felici”. Baliani lo incontra all’Elfo Puccini di Milano qualche ora prima del suo spettacolo Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello, in un camerino pieno di fotografie, il figlio con la chitarra, la figlia vestita da fatina, e poi carillon e macchinine: “il futuro non si può vedere – dice Lavia – perché è posteriore, è dietro, si può solo guardare il passato che è l’anteriore ed è solo con l’occhio fisso all’anteriore che possiamo essere contemporanei”. E c’è da non credergli quando svela che “tutto quello che avviene in scena è studiato al millimetro e non c’è nulla di spontaneo, ma ci sono alcune battute che non ho mai imparato e allora vado a senso”.

Sarà poi la volta di Vittoria Puccini e Vinicio Marchioni dal Teatro Verdi di Salerno dove sono in scena con La gatta sul tetto che scotta, e di Vincenzo Salemme dal Diana di Napoli con Sogni e Bisogni, che ricorda quando da bambino immaginava di essere “dentro un uovo trasparente da dove vedevo gli altri e dentro il quale gli altri potevano vedermi ma liberissimo di fare ciò che volevo” e adesso lui lo chiama teatro, e poi si lamenta dello scarso interesse delle istituzioni verso il settore e auspica una sorta di tax credit per aiutare le compagnie a reinvestire in cultura. Toccherà poi ad Alessandro Haber e Alessio Boni dal Teatro alla Pergola di Firenze con Il visitatore, a Umberto Orsini dal Toniolo di Mestre con Il giuoco delle parti, a Beppe Fiorello dal Lauro Rossi di Macerata con Penso che un sogno così, a Lella Costa, una donna finalmente, dal Politeama Genovese con Ferite a Morte per chiudere in allegria il 14 agosto con Lillo e Greg dal Teatro Olimpico di Roma con La fantastica avventura di Mr. Starr.

È già da un po’ che Sky Arte punta in modo sempre più deciso e determinato al teatro e Camerini, prodotto assieme a Nuovo Teatro e Teatro della Pergola in collaborazione con la Stephen Greep di Stefano Accorsi che l’anno scorso aveva inaugurato la prima stagione, ne è la prova e in un certo senso anche l’apripista per un progetto ben più ambizioso: “l’anno prossimo contiamo di dare vita a uno spettacolo teatrale per la TV” dice il direttore Roberto Pisoni, una piece scritta e ripresa appositamente per il piccolo schermo che dovrebbe far sentire il telespettatore direttamente dentro il teatro.